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Dopo la Direzione

5 Settembre 2019 172 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Come ho già ricordato le mie opinioni sono state manifestate nell’intervento scritto pubblicato sull’Avanti. Su queste stesse posizioni si é attestato l’intervento di Ugo Intini, mentre Luigi Iorio ha depositato un documento con venti firme di compagni della direzione, anch’esso attestato sulla strategia dell’area liberalsocialista da interpetare politicamente assieme a Calenda e Bonino. Tuttavia abbiamo preso atto che l’opinione prevalente dei presenti (ci sono stati oltre 40 interventi) era favorevole (i parlamentari socialisti sono l’on. Fausto Longo e il sen. Riccardo Nencini) a dare il voto di fiducia al governo. Il segretario del partito Enzo Maraio, a fronte della mia piena disponibilità a rassegnare le dimissioni da direttore dell’Avanti, ha ritenuto di confermarmi stima e fiducia, e così larga parte degli intervenuti, pur dissentendo dalle mie opinioni. Di questo li ringrazio, perché dimostrano di ispirarsi alla migliore tradizione di laicità.

Ho intenzione, da direttore dell’Avanti, di sviluppare il mio pensiero critico, aprendo il giornale a tutte le opinioni e innanzitutto a quelle ufficiali del partito. Per parte mia non posso rinunciare ai miei convincimenti e giudico oltremodo apprezzabile che questo sia consentito in una piccola comunità che non valuta il dissenso all’insegna dell’eresia. Svolgerò interviste al segretario del partito e al senatore Nencini incalzandoli con le mie domande e nel contempo pubblicando in risalto le loro risposte e le loro convinzioni. Il Psi é la mia casa. Entrai con convinzione nella Costituente socialista nel 2007 da parlamentare e da segretario del Nuovo Psi. Feci quella scelta da deputato a cui gli alleati avevano offerto un seggio sicuro. Non sono solito compiere le mie scelte sulla base dell’opportunità personale.

La politica mi ha appassionato fin da ragazzo come lotta di idee e manifestarle, anche in dissenso da compagni e amici, mi appassiona ancora. Lo dico ai tanti che non partecipano o si assentano per non dissentire. Trovo questo un atteggiamento sbagliato, debole e anche autolesionista. La bella politica non é paura di dissentire, ma al contrario si sviluppa nel confronto e se necessario nella polemica. Un partito cresce con le idee di tutti. Cercherò, con tutte le mie forze, di farlo lievitare offrendo il contributo dei miei convincimenti sull’Avanti e negli organi di partito senza mai sfuggire al confronto e nel pieno rispetto delle convinzioni di tutti. Distinguerò le posizioni ufficiali, anche quelle prese a maggioranza (nella direzione di ieri alla fine si é deciso di non votare e di prendere atto dell’esistenza di una posizione “prevalente” che non era la mia) dalle opinioni mie e dei singoli compagni che come sempre potranno utilizzare l’Avanti come tribuna di confronto. Con questi principi di coerenza, di libertà e di rispetto, continuo la mia attività di direttore dell’Avanti.

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