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Parole mentre i curdi muoiono

15 Ottobre 2019 142 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Se non fossimo di fronte a un dramma scapperebbe anche da ridere. Mettiamo in ordine le reazioni del mondo di fronte alla guerra di invasione e di distruzione posta in atto da Erdogan contro la Siria del nord est occupata dai curdi a cui si é riconosciuto, anche per i grandi servizi recentemente resi al mondo intero, una relativa autonomia. Iniziamo dal presidente americano Trump che si é finto sorpreso e anche amareggiato per l’iniziativa militare turca iniziata poche ore dopo l’annuncio del ritiro dei soldati americani. Non ci voleva un genio a capire l’immediata conseguenza di quella scelta. Lo dico io che non ho mai gridato Yankee go home e mai ho sfilato coi pacifisti a senso unico. Anzi mi sono spinto sulle colonne di questo giornale a scrivere che contro lo stato islamico era necessaria un’azione militare. Altro che pace. Quello stato andava conquistato se si voleva sconfiggere, come poi é stato, la strategia degli attentati e delle stragi che hanno insanguinato l’Europa e il mondo.

Questo é avvenuto e in questa azione determinante é stato, non il contributo degli europei contro i quali l’attacco islamista era particolarmente, anche se non esclusivamente, diretto, ma il congiunto intervento degli Usa e delle milizie curde alleate. Trump improvvisamente getta a mare quell’alleanza e scopre che i curdi non c’erano nello sbarco in Normandia? Pretesto da ignoranti o da assurdi giustificazionisti? Adesso Trump, dopo avere causato il disastro, esprime a parole la sua riprovazione. Sulla frase di Stoltemberg, segretario della Nato, che ha invitato la Turchia a bombardare con moderazione ho già scritto. Non é solo una frase infelice, è anche stupida. A cosa dovrebbe reagire con moderazione Erdogan? Chi gli ha scatenato un’offensiva? Dopo l’omicidio di Hevrin Khalaf, la curda che più d’ogni altra aveva proclamato i diritti delle donne in un mondo dove spesso trionfano idee medievali e di sopraffazione, aggredita, violentata e massacrata, viene purtroppo alla mente che l’Europa e l’Occidente non sanno difendere i loro valori, i loro alleati e nemmeno loro stessi.

C’é l’Europa che intende bloccare la vendita di armi alla Turchia. Confessando però che finora gliele ha vendute. O meglio ha permesso che gliele vendessero. Che impatto può avere oggi una decisione del genere sui curdi che sono costretti a difendersi come possono dagli attacchi turchi messi in atto con le armi che i paesi europei hanno ammesso di avergli venduto? La famosa frase secondo la quale si chiudono le porte della stalla quando i buoi sono già usciti impallidisce. Da ricordare anche la notizia di una telefonata di Angela Merkel a Erdogan con la quale la cancelliera tedesca avrebbe chiesto al sultano turco di ritirare le sue forze. Con le buone, magari, ringraziandola del consiglio, Erdogan pare non avere cambiato la sua decisione. In questo caso una telefonata non ha salvato nemmeno una vita.

Poi c’é la bellissima idea di qualche deputato del Pd di pretendere che l’Uefa sposti la finale di calcio da Istambul in altra città. Trattasi di decisione che turberà i sonni del tiranno turco, che non pare neppure tanto appassionato di calcio. Idee che davvero servono a salvare i curdi dall’aggressione queste? Gli unici che pare si stiano muovendo sono i miliziani delle truppe regolari di Assad e, viste le sue frequentazioni, magari anche con l’appoggio della Russia di Putin, prima nemico acerrimo di Erdogan e poi suo alleato. Possibile che si passi a una vera guerra tra la Turchia e la Siria? La Russia si metterebbe di traverso a meno che l’offensiva di Erdogan non si spinga troppo a est. Ma anche in questo caso, pare che la cosa si stia giá verificando, la regione curda perderebbe ogni autonomia e la supremazia siriana, ben lieta di trionfare laddove venne respinta, porterebbe a una definitiva e deleteria sconfitta del popolo curdo, con gravissime ripercussioni, anche inevitabili, sui metodi della sua giusta lotta e con il trionfo di un jidaismo pericoloso non solo in quella martoriata zona. I curdi dopo avere versato il loro sangue per difendere il mondo dai terroristi islamici possono scegliere tra Erdogan e Assad. Non saranno sbarcati in Normandia ma meritano un futuro migliore.

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