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Ritorno al futuro (prima puntata)

6 Aprile 2020 116 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Il governo mondiale per la sanità dell’emergenza

Inizio con lo smontare uno slogan. Da socialista liberale non ho mai pensato che di per sè il pubblico sia meglio del privato. E siccome tutti oggi parlano a senso unico di sanità solo pubblica, di scuola solo pubblica, di ricerca solo pubblica, mi permetto di obiettare. La sanità é in Italia o gestita direttamente dalle regioni, ospedali pubblici, o convenzionata con cliniche prvate. E’ così anche in Emilia-Romagna. Ovvio che bisogna valutare bene le convenzioni, in cui la spesa, e non é così ovunque, per le private non deve eccedere quella per le pubbliche, e le prestazioni non possono essere inferiori a quelle degli ospedali pubblici. Il cittadino non paga nelle strutture pubbliche né in quelle private convenzionate. Oggi, in Emilia-Romagna, e non solo, é così. Ci sono fior fiore di professionisti che una volta in pensione si trasferiscono nelle cliniche private, e qui semmai qualche perplessità può suscitare il tema del doppio compenso (pensione più stipendio). Ma la rete del rapporto pubblico-privato convenzionato può restare un buon antidoto, perché assicura servizi generalmente di qualità, permette allo stato un risparmio in termini di spesa per nuovi edifici e di personale, il cittadino può indifferentemente accedere ad entrambe senza costi. Nella scuola resto convinto della bontà della proposta di Claudio Martelli sul bonus, costo medio dello stato per alunno nelle strutture pubbliche, da spendere scegliendo la scuola, pubblica o privata, alla quale accedere. Sulla ricerca giudico invece positivo l’impegno dei privati ai fini di individuare nuovi strumenti per sconfiggere le malattia, in stretto rapporto con verifiche della Oms. In buona sostanza la divisione tra pubblico e privato in questi servizi seIeziona e separa i ricchi dai poveri. La congiunzione di entrambe dà a tutte le categorie sociali la possibilità di accedere a tutti i servizi. Ecco uno dei temi, i socialisti sono stati maestri nell’individuare i paradossi a cui conducono gli slogan, in cui i dogmi ideologici finiscono per provocare soluzioni opposte. Il problema italiano a me sembra non quello di ricorrere dunque a desuete, ma oggi riproposte, parole d’ordine: più sanità pubblica, più scuola pubblica, più ricerca pubblica. Ma semmai più sanità, più scuola, più ricerca. Più finanziamenti e migliore organizzazione. Con più chiari e meno contorti rapporti tra stato e regioni. Il titolo V della Costituzione va abolito subito. Più stato é giusto, oggi, ma significa più risorse e più governo non necessariamente più gestione. Va oggi rilanciato un progetto per la sanità dell’emergenza. Noi supereremo questa drammatica pandemia mondiale, poi per qualche mese dovremo convivere con la paura di nuovi contagi, ci dovremo attrezzare e stabilire un nuovo modo di vita. Infine, dopo aver trovato il vaccino e averlo distribuito, il rischio é di tornare al punto di partenza. Invece bisogna attrezzarsi per possibili nuove epidemie. E siccome quasi tutte provengono dalla Cina occorrerà che l’Oms vigili sul modo di commerciare e di comprare e di mangiare di quel popolo, che non può regalarci altri drammi dalle pozzanghere infestate dei suoi mercati. La sanità dell’emergenza deve essere mondiale. Occorre, lo dico anche provocatoriamente, passare dalle competenze regionali (non solo in Italia) a un governo mondiale della sanità. Nel mondo globale oggi tutti i governi devono unirsi con programmi comuni. A cominciare dagli Usa che non possono continuare a procedere con una sanità a reddito, assicurata a scaglioni solo da chi sottoscrive un’assicurazione. Il governo della sanità del dopovirus o sarà mondiale o non sarà. E l’Europa, ma su questo tornerò, a maggior ragione dovrà sempre più unirsi e prospettare un progetto univoco. Inutile abrogare Schengen, quando le epidemie  non conoscono frontiere. Inutile pensare, come fino a poco fa la Svezia, ultima nazione europea a cedere all’emergenza, dopo tutte le altre, in un elenco temporale che se non fosse drammatico sarebbe anche ridicolo, che un’epidemia riguardi solo gli altri. Un governo europeo, con un ministero della sanità europeo, é il primo passo di un necessario e obbligato governo mondiale. Per questo, mentre i sovranismi sono ormai defunti, tra i tanti, colpiti da una tragica epidemia, occorrerà lottare come socialisti italiani ed europei. A cominciare da…. ieri.

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