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Il Santone disse sì

14 Settembre 2020 79 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Quando vacilla l’edificio ecco che lui si presta a supportarlo. A cercare e consolidare le fondamenta. Placando dissidi e incertezze. Il santone con le sue manone l’avvolge e protegge. E rinsalda. Così beatifica il capo condominio Zingaretti, vecchio suo compagno della sezione Pci di Roma centro. E difende il suo sì cercando giustificazioni assai aggrovigliate ma che in bocca a lui diventano sentenze. Goffredo Bettini é più di un leader. E’ un capo tribù del Pd. E’ colui che l’ha inventato, Veltroni é solo un esecutore, dalla sua mente creativa sono stati partoriti Marino e Zingaretti e prima, forse, anche Rutelli. Cosi mentre un po’ tutti, da destra a sinistra, prendono per i fondelli un partito che sul taglio dei parlamentari ha detto tre volte no e poi all’ultima votazione ha capovolto la posizione e ha finito per dire si con la pistola puntata alla tempia dei Cinque stelle, e che oggi si dice convinto del benefico taglio, Goffredo si schiera. E sostiene che sempre la sinistra, cioè il Pci, Pds, Ds e Pd, é stata favorevole alla riduzione del numero dei parlamentari. Ma allora perché per tre volte ha votato no? Si era sbagliato prima, non conosceva la storia, non aveva consultato la sfera bettiniana? E poi, ma di cosa parla il Santone? Della commissione Iotti? Ma quella commissione era partita dalla riforma del bicameralismo paritario e in questa non ve n’e traccia. E dal ruolo del presidente del Consiglio e del governo. Mai una commissione parlamentare, la prima fu quella di Bozzi nel 1979, a seguito della proposta di Craxi contenuta nel fondo sull’Avanti, intitolato “Ottava legislatura”, che proponeva la grande riforma delle istituzioni, si era limitata a un semplice taglio del numero dei parlamentari. Ecco che Goffredo allora legge la mano di Zingaretti e pronostica la nuova legge elettorale e altro molto altro che però al momento non si vede. E allora ecco il vaticinio: questo é il primo passo. Attenzione perché così il Pd passa dal no di due anni orsono al sì con precondizioni dell’anno scorso al sì con post condizioni di oggi. Che in politica valgono meno di niente. Ma per essere più credibile Goffredo si augura che alcune proposte possano essere approvate anche prima di domenica. E qui servirebbe un intervento diretto del Padreterno. Un Santone non basta.

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