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Tutti contro Renzi e tutti d’accordo con lui

13 Gennaio 2021 67 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Stringiamo le questioni alla loro essenza. Lasciamo perdere le simpatie e antipatie o le classifiche sulla popolarità di Conte e di Renzi, stilate da un D’Alema che popolare lo sarebbe solo in una graduatoria falsata. E concentriamoci sulle proposte concrete. Che possiamo catalogare in tre ordini di problemi. I primi riguardano quelli relativi alle obiezioni su una bozza di programma fatta circolare dalla presidenza del Consiglio a proposito delle ripartizioni dei 209 miliardi del Recovery fund. Renzi ne ha contestato duramente oltre al metodo scelto, senza passare dal Consiglio dei ministri e dal Parlamento, anche l’insufficiente quantità riservata alla sanità, solo 9 miliardi, e al turismo, la miseria di 3 miliardi, ma anche lo scarso peso riservato ai giovani in un programma dedicato in larga misura a loro e non a caso definito “Next generation eu”. Come ha osservato Calenda in quella bozza c’é una mezza paginetta contro le cinquanta del programma francese. Risultato. Adesso pare che l’affondo di Renzi a qualcosa sia servito. Sulla sanità le risorse previste sono passate da 9 a 18 miliardi e sul turismo paiono triplicate. Resta l’avversione al Mes, che anche il silenzioso Pd rivendica, ma su questo la linea del Piave dei Cinque stelle pare invalicabile. Col risultato che sulla sanità anziché impiegare 54 miliardi (i 36 del Mes più i 18 ricavati dal Recovery) ne impiegheremo solo 18.

Il secondo ordine di problemi riguarda il tema della Fondazione dei servizi segreti e della attribuzione della delega al presidente del Consiglio. Tutti gli alleati, dal Pd ai Cinque stelle, hanno manifestato stupore e incredulità sul tema della Fondazione. Nessuno ne ha compreso le motivazioni dal momento che i servizi sono per loro natura segreti e le fondazioni pubbliche. Ma passi. Sull’autodelega ai servizi tutti gli alleati hanno consigliato soluzioni diverse, ma solo Renzi ha osato attaccare Conte a proposito di un’inusuale attribuzione a se stesso di una delega tradizionalmente riservata ad altri. Quando mai, da De Gasperi in poi, tale delega é stata trattenuta dal presidente del Consiglio? Resta il terzo tema, quello del governo. E’ giusto o no valutare se in occasione della più cospicua quantità di risorse destinate all’Italia dai tempi del piano Marshall questo sia il migliore dei governi possibile? E se in questo caso il presidente del Consiglio sia il migliore dei presidenti possibili? A mio giudizio sì e giusto e anche opportuno. Non sono addentro le segrete cose della politica oggi. Eppure mi pare di capire che anche questa ricerca non sia osteggiata dalle altre forze politiche della maggioranza e neppure da almeno due delle forze dell’opposizione. Tutti addosso a Renzi e tutti d’accordo con lui? Possibile. Unica cosa da evitare è quella che i suoi nemici si augurano. E cioè che alla fine tutto si risolva con un rimpasto con un posto in più per Italia viva. Tra tutte le soluzioni previste questa sarebbe davvero l’unica a segnare la sconfitta di Renzi. Ma non credo che il leader di Italia viva punti all’autogol.

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