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22 Gennaio 2021 121 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Non ho intenzione di fare polemica come mio ultimo atto da direttore dell’Avanti. Il mio dissenso politico col voto di fiducia al Senato rende impossibile la mia permanenza alla direzione del quotidiano del Psi. Non posso avvalermi del mio pensiero per sostenere tesi in contrasto con quelle del mio partito e nel contempo non posso snaturarlo per accattivarmi il consenso del suo gruppo dirigente.

Dopo otto anni, e non sono pochi, ho presentato al segretario del Psi una lettera di dimissioni. Ereditavo un quotidiano semi clandestino, con molti redattori, parecchio costoso, senza una precisa identità politica. Ho messo nel lavoro il meglio di me stesso. Ho fatto la mia attività con passione e spero con competenza. L’ho fatto gratuitamente. Adesso l’Avanti è un giornale con migliaia di contatti quotidiani, in perfetto equilibrio finanziario, sorretto da due soli bravi e generosi miei collaboratori, per di più sottopagati. A loro due auguro innanzitutto buon lavoro. So che si impegneranno al massimo anche senza di me. Saluto poi tutti coloro che non hanno fatto mancare la loro collaborazione al giornale, e sono stati tanti, non solo nell’area socialista che non si esprime nel solo Psi, ma anche interlocutori a noi vicini politicamente, da Salvatore Sechi al povero Mauro Mellini, da Angelo Santoro a Giancarla Codrignani, da Aldo Forbice a Fabrizio Cicchitto, senza dimenticare i contributi dei vecchi dirigenti, da Ugo Intini soprattutto, fino a Giuliano Amato, a Rino Formica e Claudio Martelli, a tutti coloro che senza pretendere nulla hanno voluto scrivere sul nostro giornale perché onorati di farlo sotto un titolo che rappresenta una storia gloriosa. Oggi é un giorno speciale. Il 19 gennaio é un anniversario commovente per il mondo socialista. Quello della dipartita di un grande leader politico del Psi e di un prestigioso uomo di stato. E proprio oggi ci ha dato l’addio un’altra grande personalità politica che all’unità socialista credeva fin dal 1989. Dedico alla memoria di Bettino Craxi e al ricordo di Emanuele Macaluso questo mio ultimo editoriale

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