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Avanti Letta?

10 Marzo 2021 330 views 2 CommentsStampa questo articolo Stampa questo articolo

Conosco e stimo Enrico Letta. E’ un cattolico liberale moderato, proveniente dal movimento giovanile della Dc e poi dalla Margherita. E’ rampollo di una famiglia borghese di origini marsicane poi trasferitasi in Toscana, ed é nipote del potente Gianni, già sottosegretario di Berlusconi alla presidenza del Consiglio e uomo Fininvest, nonchè dell’amministratore delegato di Medusa Film Giampaolo Letta. Il suo grado di parentela illustre non si ferma qui. Enrico é altresì nipote della vicepresidente della Croce Rossa italiana Maria Teresa Letta e dell’archeologo e docente di storia romana presso l’Università di Pisa (come il padre) Cesare Letta. Personaggio tra i più imparentati d’Italia, Enrico è uomo pacato, di cultura, serio e scrupoloso nelle analisi e nelle intuizioni. Da presidente del Consiglio, carica alla quale era assurto con un governo di semi unità nazionale, su mandato di Napolitano, dopo il tentativo di Bersani, sconfitto alle elezioni, di formare un governo del cambiamento coi grillini, é stato brutalmente accantonato dal leader incontrastato del Pd di allora Matteo Renzi, candidato a sostituirlo con l’approvazione entusiasta di tutto il partito. Ha saputo mettersi di lato. Non ha organizzato una sua corrente di minoranza, ma si é dimesso anche da deputato, per accogliere una proposta d’incarico nella grande école Sciences Po Paris, dove tiene un corso su Europa e populismi. Poi ha accettato l’incarico di dirigere presso l’Istituto di studi politici parigino l’École d’affaires internationales. Ha dato un addio al Pd (non rinnova la tessera nel 2015) e alla politica forse studiato. E bene. Nel frattempo qua e là lancia frecciate polemiche al suo avversario interno sempre più in difficoltà. Torna spesso a parlare di politica europea col distacco di chi si sente sempre più autorevole quanto meno se ne dimostra il suo sostituto. Fino ad appoggiare apertamente la segreteria Zingaretti. E oggi quelli che sono stati i mandanti del suo accoltellamento si scoprono suoi sostenitori. A tal punto che in diversi ne ipotizzano la sua resurrezione a cinque anni dalla morte per mano di quegli stessi. Lo fanno giudicandolo l’unica risorsa in grado di risollevare un partito piombato nei sondaggi addirittura al 14%. Lo fanno per salvare loro stessi che come direbbe quel tale “non sono i dottori, sono la malattia”. E sono proprio quelli dei quali l’ultimo segretario del Pd ha dichiarato di vergognarsi. Letta accetterà? Che cosa però? La carica di reggente che pareva destinata alla Pinotti? In attesa di un congresso che si dovrà svolgere tra pochi mesi, tra un anno o tra due? O quello di reggente in attesa di essere incoronato dalle primarie congressuali? Di questo si occuperanno gli organi del partito convocati tra pochi giorni. Quello che a Letta non riuscirà, a prescindere da tutto questo, sarà di risolvere i problemi che stanno alla base della crisi del Pd. E che non dipendono da Zingaretti, da Bettini, da Bersani, da D’Alema (a proposito auguri di pronta guarigione) e nemmeno da Veltroni. Un partito che ha incollato due tradizioni (quella comunista e quella democristiana) per assumerne una terza (quella socialista, almeno in Europa) resta un partito confuso. E nella confusione, privi di un’identità chiara, è più facile mascherare gruppi di potere e trame occulte. Servirà innanzitutto una luce per illuminare un partito per troppi anni contrassegnato dalla coltre di una perdurante ambiguità. Partendo ovviamente da un interrogativo. Serve un nuovo Pd o serve un nuovo soggetto politico, magari federato, di tutti i riformisti che possa oggi con lealtá sostenere senza titubanze il governo Draghi, e in prospettiva competere senza inquinamenti populisti per il governo del paese?

2 Comments »

  • Giacomo De Lillo said:

    C0mplimenti e grazie per questa sopravvissuta voglia di scrivere. Ti leggo volentieri, anche se talvolta dissento su strategie e alleanze del PSI.

  • LUIGI COSTANTINI said:

    Bell’articolo Mauro! Come sempre lucido nelle riflessioni ed arguto nelle conclusioni. Continua a scrivere ed a ragionare sull’attualità politica italiana.
    Un saluto

    Ing. Luigi Costantini

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