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Signor Green pass, un caffè?

6 Agosto 2021 176 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Il nuovo decreto, che dovrà essere convertito dal Parlamento perché, per fortuna, non si tratta di un Dpcm, é dunque stato varato con soddisfazione di tutti, di chi lo voleva più rigorista e di chi lo voleva più aperturista.

Si tratta di una paziente mediazione, come già avvenuto per la riforma Cartabia, che il presidente Draghi ha cesellato dopo essere stato preso per la giacchetta da destra a manca, da sindacati e Cts. Il governo é di unità nazionale, meglio così. Il green pass diventa obbligatorio per tutti i professori e per gli studenti universitari dal primo settembre. Si prevedono sanzioni durissime soprattutto per gli insegnanti che rischiano di perdere lo stipendio se non soggiaciono a questa disposizione. A partire dallo stesso giorno si chiede di mostrare la certificazione verde anche per viaggiare sui treni a lunga percorrenza, sulle navi e sugli aerei. Questo rinvio a settembre pare fatto apposta per salvare le vacanze agli italiani. Cosi come l’esenzione al green pass per i ristoranti degli alberghi. Certificato che é invece previsto per ristoranti al chiuso e per i bar, ma non per chi consuma al banco. La percentuale di riempimento dei mezzi di trasporto pubblico locale viene elevata all’80% e senza green pass, mentre la capienza degli impianti sportivi all’aperto viene concessa fino al 50%, ma senza il distanziamenti di un metro che era stata deliberata precedentemente, accogliendo cosi un’istanza proveniente da Leghe e Federazione, mentre per gli impianti al chiuso, dunque cinema, teatri, sale congressi, palazzi dello sport, la capienza é elevata dal 25 al 35%. Ovviamente con certificato di vaccinazione. Lla variante Delta segna il passo e si attende ora una discesa verso il basso dei contagi giornalieri e la vaccinazione raggiunge quasi il 65% degli aventi diritto (complimenti generale..). Dunque più d’uno si augura che già nei primi giorni di settembre molte di queste restrizioni vengano attenuate. Nel commentarle annotiamo tre limiti. Il primo riguarda quello dei soggetti preposti ai controlli. Chi sarebbero? I ristoratori e i baristi hanno la potestà di pretendere l’esibizione di un documento privato? E nel caso degli stadi a chi sarebbe affidato il compito di distanziare gli spettatori. Penso alle curve, che conosciamo. Gli steward avrebbero questa autorità? E soprattutto questo coraggio? Il secondo riguarda il dettagliato comportamento che il decreto prevede. Addirittura sottolineando il diverso atteggiamento da assumere tra un consumatore che beve un caffè al banco e chi anche da solo lo beve seduto. Non é il solo esempio. Poi vi sono le diverse eccezioni per necessità. E’ evidente che concedere il 35% di presenza negli impianti al chiuso con green pass e l’80% ai mezzi di trasporto urbano (che sono ugualmente al chiuso e per di più in spazi più angusti) e per di più senza green pass, sia un’evidente contraddizione. Che però é motivata dalla necessità di muovere migliaia e migliaia di persone che quotidianamente si recano al lavoro. Un’ultima osservazione sul grido di Cacciari rivolto al professor Galli sull’incostituzionalità dello stato di emergenza. Certo non può essere eterno e bisognerebbe prima o poi fissare una fine. Lo ha fatto Johnson nel Regno unito e pare gli stia andando bene….

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