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Vincitori della metà

5 Ottobre 2021 209 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Non si può non rilevare che la partecipazione al voto di queste importanti comunali sia stata scarsa, poco superiore alla metà degli aventi diritto, mentre nelle metropoli é stata inferiore alla metà. E’ il dato più basso in assoluto nella storia delle elezioni italiane dal dopoguerra ad oggi. L’Italia rappresentava un caso anomalo nel contesto internazionale e anche europeo. La percentuale dei votanti alle politiche e ancora più alle amministrative sfiorava, e in certi casi superava, il 90%. Si disse che dovevamo rassegnarci e che le macchine organizzative dei partiti, così costose e che organizzavano direttamente l’elettorato, sarebbero svanite o almeno si sarebbero fortemente indebolite.

La verità é che attraverso la delegittimazione della politica e la fine dei partiti storici si é oggi arrivati al caso anomalo italiano all’opposto. Cioè a una percentuale di partecipazione elettorale che si colloca agli ultimi posti sul versante internazionale e ancor più europeo. Che questo coincida con elezioni comunali, dove dovrebbe essere più diretto il rapporto elettore ed eletto non può non preoccupare. Dunque i vincitori restano vincitori a metà. Ma esistono, sia pur dimezzati. A Milano ha sicuramente vinto Sala in proporzioni esattamente contrarie all’insuccesso del suo povero avversario. Come a Napoli Manfredi ha trionfato con quella percentuale plebiscitaria napoletana che già aveva incoronato, alla stregua dei re borbonici, i vari Bassolino e De Magistris. In entrambi i casi il centro-destra (ma a Napoli che ha inventato la leadership di un magistrato?) ha fatto un clamoroso flop. Bologna non fa testo e la vittoria della sinistra di Lepore al primo turno non é una novità. Tutte e tre le città non erano amministrate dal centro-destra, ma a Napoli il Pd, alle scorse elezioni, non aveva neanche raggiunto il ballottaggio. A Roma pare scontato il ballottaggio tra Michetti del centro destra e Gualtieri del centro sinistra tallonato sia dalla Raggi che ottiene un buon 20%, che da Calenda attorno al 20%. A Torino si annuncia un ballottaggio tra Lorusso del Pd e Damilano civico del centro destra, col primo in inaspettato vantaggio. E Torino e Roma erano amministrate da sindaci dei Cinque stelle, ma i Cinque stelle in queste due città non arrivano nemmeno al ballottaggio. Alle regionali calabresi trionfa il centro-destra con Occhiuto di Forza Italia che viene eletto presidente. Non abbiamo per ora dati sulle altre città e sulle liste. Tre considerazioni. Le comunali non hanno nulla a che vedere con le politiche, ma segnalano una tendenza di orientamento molto condizionata dai candidati. Il fatto che il centro-destra abbia conseguito un risultato così deprimente a Milano e a Napoli, e uno non positivo, almeno per ora, a Torino é certo il frutto di candidature tutt’altro che vincenti e di dissidi tra Lega e Fratelli d’Italia che l’abbraccio elettorale tra Salvini e Meloni non ha certo d’improvviso risolto. D’altronde lo stesso Berlusconi, e proprio nel giorno delle elezioni, non parliamo delle dichiarazioni di Giorgetti con l’endorsment su Calenda, facevano capire benissimo quale sarebbe stato l’esito delle elezioni. Secondo. Il centro-sinistra conquista una grande città, Napoli, che era da anni amministrata dal civico De Magistris, i Cinque stelle le perdono tutte e due. Trieste, Torino e Roma vanno al ballottaggio e qualsiasi giudizio é prematuro. Il centro-destra conferma la sua maggioranza in Calabria con Forza Italia primo partito e non conquista alcuna grande città. Terzo. L’alleanza Pd-Cinque stelle non è certo decollata. Dove é stata consumata l’apporto grillino é stato irrilevante, come a Bologna e a Napoli. Perché non prenderne atto e guardare altrove? Il 20% di Calenda a Roma sarà un dato circoscritto alle sponde del Tevere? Si può aprire una strada per tutti coloro che lealmente e costruttivamente stanno sostenendo il governo Draghi? Per tutti coloro che pensano che Draghi non debba essere una parentesi che s’ha da chiudere il giorno delle elezioni?

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