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Aprono la scatoletta di tonno e trovano il 2 per mille

30 Novembre 2021 107 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
I Cinque stelle sono davvero cambiati. Dopo aver contestato la logica del finanziamento attraverso una minima percentuale dell’Irpef ed essersi vantati di averlo sempre rifiutato, adesso hanno cambiato idea, con buona pace di Giuseppe Conte, loro leader per finta. Pare abbiano capito che per far politica occorrono soldi. Oddio, non é che prima non li avessero perché la Casaleggio srl era uno sportello automatico dove confluiva (con diverse eccezioni però) un’elevata percentuale degli stipendi dei loro parlamentari.

D’altronde il processo di una veloce omologazione di questo movimento alla logica dei partiti che volevano sostituire ha conosciuto altre tappe ugualmente strabilianti. Fatta la campagna elettorale del 2018 all’insegna del “non ci alleeremo con nessuno” costoro si sono poi alleati con tutti, restando ininterrottamente al governo, prima solo con la Lega, poi col Pd, e adesso con la Lega, il Pd, Forza Italia, Leu, Italia viva. Conte é stato l’unico presidente del Consiglio passato da un governo di centro-destra a uno di centro-sinistra in un nano secondo (anche Andreotti ci aveva messo molto più tempo). Di Maio un ministro degli Esteri prima filo cinese, adesso filo americano, ma sempre saldamente al suo posto. Il Sant’Ambrogio scaligero quest’anno ci regala il Macbeth. Nessuno di loro ha certo la lucida e spietata intelligenza criminale di una Lady. Si colmi ugualmente il calice. E facciamo festa. L’ombra di Banco-Grillo non li raggiungerà. Loro volevano aprire il Parlamento come una scatola di tonno. Ma la logica del potere ha scovato loro mentre si mangiavano il tonno. Avevano salutato, sul balcone, la legge sul reddito di cittadinanza come quella che avrebbe abolito la povertà, anche grazie alla tecnica dei navigators che avrebbe consentito di creare milioni di posti di lavoro, e adesso sono costretti ad accettarne una sostanziale revisione. Avevano sfilato in Francia coi gilè gialli e adesso Di Maio dichiara, dopo averlo incontrato a Roma, che se fosse francese voterebbe Macron. Avevano in mente tante pregiudiziali sull’Europa e adesso chiedono l’adesione al gruppo parlamentare europeo socialista. Resterebbero due passettini da fare ancora. Che facessero campagna per il sì ai referendum sulla giustizia e che si schierassero, coerentemente con la loro desiderata collocazione europea, per l’elezione dei socialista Giuliano Amato alla presidenza della Repubblica. Comodo essere una cosa in Italia e un’altra in Europa. E’ già successo ad altri, dite? Ah già, non ricordavo.

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