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Il calcio dell’asino

11 Luglio 2022 96 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Dunque i resti dei cinquestelle non hanno votato alla Camera il dl Aiuti. Sono usciti dall’Aula. Ciò significa che la vecchia maggioranza non c’é più. E che, queste le parole di Franceschini e della Serracchiani, salta anche il progetto di coalizione elettorale Pd-Cinque stelle. Vediamo le cose nell’ordine. Che sia necessaria una verifica nella maggioranza, come richiede Silvio Berlusconi, non ci piove. Che la maggioranza di governo possa andare avanti anche senza i Cinque stelle é vero. Numericamente. Ma politicamente? Accetterà Draghi di proseguire e Mattarella sarà d’accordo di procedere con una maggioranza diversa senza un passaggio al Colle? Draghi e Mattarella hanno sempre messo al primo posto gli interessi generali del Paese. E tra questi non ci stanno le elezioni politiche a settembre, con una guerra in corso e con Draghi costretto a rimettere il mandato (faremmo sorridere nuovamente Putin, dopo quel che é capitato a Boris Johnson). La verità é che Draghi deve tirare dritto se non ci saranno nuove defezioni e non penso. E che questa vicenda dimostra una volta di più la completa inaffidabilità di Conte e dei Cinque stelle. Troppe sono state le dimostrazioni di inadeguatezza di un avvocato che accetta di fare il presidente del Consiglio di un governo di destra e poche ore dopo accetta di presiederne uno di sinistra. Troppe sono state le balle raccontate da un movimento cialtronesco che ha preso in giro gli italiani. Prima negando ogni apparentamento con altri in nome della presunta sua superiorità morale e poi disponibile a governare praticamente con tutti. La commedia dei Cinque stelle si sta trasformando in farsa. Alle prese con due scissioni, quella di Di Battista e quella di Di Maio, e puniti violentemente dall’elettorato, adesso cercano la verginità perduta. Danno un calcio al governo, e stanno al governo da inizio legislatura, e si improvvisano partito di opposizione. A forza di dare testate al muro anche il Pd avrà capito che con costoro ogni alleanza é un salto nel buio. Adesso il ddl Aiuti passerà al Senato e già é partita l’ennesima offensiva per il ravvedimento. Finirà in nulla. Il dado, disse Cesare, é tratto. Per Conte é solo il calcio dell’asino.

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