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Oggi le comiche

20 Luglio 2022 160 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
Dunque al Senato, in occasione del voto di fiducia sul Dl Aiuti, il movimento Cinque stelle é uscito dall’Aula. La fiducia é passata ugualmente e secondo le regole istituzionali il governo resta in carica. Draghi si é subito recato al Quirinale ma Mattarella lo avrà pregato di restare in sella, visto che l’esecutivo la fiducia l’ha appena ottenuta. Ma Draghi ha subito convocato un Consiglio dei ministri annunciando le sue dimissioni
Cosa può capitare adesso? La prima norma politico-costituzionale sarebbe che i ministri, i vice ministri e i sottosegretari grillini si dimettessero.

Non si può negare la fiducia a un governo del quale si é parte. Ovviamente questo succede in un paese normale ed é sempre accaduto in Italia in epoca pre grillina. La capogruppo al Senato a Cinque stelle ha invece precisato che il suo movimento, qualora il governo chiedesse la fiducia parlamentare, sarebbe pronto a votarla. Cioè se Mattarella rinviasse Draghi alle Camere per verificare l’esistenza di una maggioranza loro voterebbero a favore. Chi ha annunciato le dimissioni é invece il capo di un governo che la fiducia l’ha appena portata a casa. Da non capirci più nulla. Per la verità non é neppure comprensibile negare il voto sul Dl Aiuti. Tutto per il termovalorizzatore di Roma,  ancora coperta dai rifiuti? Cos’é che Conte contestava del disegno di legge governativo, che contiene aiuti alle famiglie e alle imprese, compresi i bonus bollette e benzina, e la possibilità della Sace di farsi garante con le banche per le imprese in difficoltà? Parla del reddito di cittadinanza che resta ma non a chi ha proposte di lavoro, del bonus edilizio del 110 per cento che verrà modificato, e appunto del termovalorizzatore. Banali giustificazioni per tentare di rispondere, con un’azione intrisa di irritazione e di confusione, e condotta da un politico dilettante e senza alcuna preparazione, alla inesorabile crisi del suo movimento. Ma non é così che l’avvocato può tentare di risalire la china. Cosi accentuerà ancora di più il suo declino, giustificherà la scissione di Di Maio, provocherà l’isolamento politico del suo movimento, non riuscirà a far dimenticare che i Cinque stelle in questa legislatura ormai al tramonto sono stati al governo, ininterrottamente, praticamente con tutti. La commedia, con queste prove di rottura-ricomposizione, con questi atti irresponsabili e ingiustificati subito contraddetti con manifestazioni di disponibilità, é orma unai farsa. Oggi le comiche. Forse ha fatto bene Draghi ad annunciare le sue dimissioni. Di questi qui ha proprio piene le tasche.

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