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Questione socialista e Pd

18 Gennaio 2023 101 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

La sostanziale differenza tra noi e i nostri coinquilini dell’attuale gruppo dirigente del Psi è la seguente: noi contestiamo le ragioni storiche e politiche della nascita e dell’esistenza del Pd come sintesi della cultura e della tradizione comunista e di quella democristiana (non a caso nelle sezioni campeggiano i ritratti di Berlinguer e di Moro), loro sono subalterni a questo partito legittimandolo storicamente e politicamente. Quest’ultima posizione dichiara implicitamente risolta la questione socialista in Italia. La nostra la tiene aperta. Anzi spalancata. A mio avviso per tenere ancora aperta questa questione vale ancora davvero la pena impegnarsi. Loro la risolvono sul piano europeo, noi la vogliamo e dobbiamo risolvere sul piano nazionale. E in questo senso ci muoveremo come Associazione e col giornale La Giustizia che uscirà a giorni. Lanceremo idee al congresso del Pd e al Terzo polo. Sul piano storico rivendicheremo l’attualità del riformismo di Turati e del socialismo liberale di Rosselli, della svolta autonomista di Nenni del 1956 e del primo centro-sinistra, nonché della politica di Craxi e delle sue intuizioni. Si tenta troppo spesso di ignorare questa storia e di piegarla agli interessi politici del Pd che coincidono con una narrazione di coincidenze falsate: quella di un rapporto di collaborazione, e non di scontro, tra De Gasperi e Togliatti, quella di un esclusivo apporto di comunisti e democristiani, non solo alla guerra partigiana, ma anche alla Consulta e alla Costituente, come se la Carta fosse espressione di quel singolare rapporto (in verità comunisti e democristiani votarono sull’articolo 7 contro i socialisti e i laici a favore dell’inserimento in Costituzione dei patti lateranensi), ma anche quella di una comune politica di Berlinguer e Moro che non vi fu mai nella forma di un governo di entrambi. Sul piano politico rilanceremo il tema della grande riforma della Costituzione, quello di un’altrettanto grande riforma della giustizia nel quadro complessivo annunciato dal ministro Nordio, di un aumento dei salari e degli stipendi che sono i più bassi di tutti i paesi europei, i soli che hanno perso valore negli ultimi trent’anni, sopratutto attraverso un corposo taglio del cuneo fiscale, di un salario minimo e di tante altre battaglie nel segno della giustizia civile e sociale. Moltissimi compagni e amici vogliono darci una mano, da dentro il Psi o da fuori. E questo ci conforta nel nostro lavoro, attenuando le fatiche del nostro cammino. E rendendolo anche più piacevole e gratificante.

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