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Più malus che bonus

24 Febbraio 2023 783 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

A Rimini grazie all’intervento di Claudio Martelli il Psi si schierò per l’equità e contestò la finta eguaglianza. Eravamo nel 1982 e questo é ancora il centro di tutto. Non far pagare i tram, come si faceva allora demagogicamente in alcuni comuni, é egualitarismo iniquo perché una facilitazione a chi ha soldi si riverbera negativamente su chi deve pagare il servizio e magari i soldi non li ha. E’ un po’ questo il tema del 110 per cento. Senza una selezione in base al reddito si tratta di una misura profondamente ingiusta. Avrà dato un contributo per lo sviluppo del settore edilizio ma pur elevando il Pil, a cui hanno contribuito anche gli altri, molti, bonus edilizi, il debito si mantiene invariato attorno al 150 per cento, secondo a quello della sola Grecia, superiore al 180. Dunque il 110 per cento da un lato ha prodotto una ingiustizia, dovuta al fatto che ha finanziato anche coloro che le proprie ristrutturazioni potevano farsele da sole, e ha costretto coloro che non hanno casa e sono in affitto e sono le fasce più povere della popolazione a pagare il debito dello stato (che appartiene a tutti i cittadini), ma non ha dato un contributo, pur elevando il tasso di sviluppo, a frenare il debito giacché il costo delle ristrutturazioni è interamente sulle spalle dello stato e grava sul suo disavanzo. Introdurre una diversificazione in base al reddito come pare voglia fare il governo é quindi misura di equità che la sinistra dovrebbe apprezzare e votare senza rincorrere le demagogiche pulsioni egualitarie e per questo inique dei Cinque stelle. Ma forse é pretendere troppo. Si potrebbe, allora, questa si manovra che no divide i cittadini investire di più sulla messa in sicurezza degli edifici e sull’ammodernamento dell’edilizia scolastica che attende ancora le risorse necessarie. Il 110 per cento però funziona di più. E’ uno strumento di propaganda e come il reddito di cittadinanza un simbolo dei grillini. Poco importa a questo partito della spesa incontrollata e che si riverbera sui ceti più deboli che lo stato potrebbe non essere più in grado di pagare le spese più necessarie (sanità e pensioni), a loro importa solo elargire favori e prebende. A tutelare i più deboli ci pensa qualcun altro. E purtroppo non la sinistra.

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