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L’orco russo

25 Marzo 2023 451 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Ho scritto nell’editoriale precedente quel che penso sui diritti dei bambini in Italia. Di tutti i bambini a prescindere da come siano nati. Mi aspettavo che la riuscita manifestazione di Milano si occupasse però anche dei diritti dei bambini ucraini, deportati a migliaia, e non soltanto gli orfani di guerra che avrebbero anch’essi il diritto all’adozione internazionale e a non figurare preda degli usurpatori, ma anche, questo risulta dalle indagini del Tribunale dell’Aja, dei bambini strappati alle loro famiglie e importati in Russia per essere russificati. La Corte penale dell’Aja ha emesso un ordine di cattura internazionale per Vladimir Putin individuandolo “presumibilmente responsabile del crimine di guerra di deportazione illegale di popolazione (bambini) e di trasferimento illegale di popolazione (bambini) dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione Russa. Ci sono ragionevoli motivi per ritenere che Putin abbia la responsabilità penale individuale per i suddetti crimini”. Ora è vero che diversi paesi non riconoscono la Corte dell’Aja, tra i quali gli Usa, la stessa Russia, la Cina, l’India, la stessa Ucraina, ma la riconoscono ben 120 nazioni tra le quali tutte quelle della Ue, i paesi sudamericani, molti paesi africani e mediorientali. A prescindere da questo bisogna sottolineare che la Corte dell”Aja poteva avere altri motivi per incriminare Putin, dai massacri di Bucha alla semidistruzione di Mariupol con decine di migliaia di vittime. Ma ha scelto il.delitto che, se provato, appare il più infame. Del rapimento dei figli dei vinti si era occupato il nazismo (ordinava bimbi biondi e ariani per la riproduzione in Germania, mentre non faceva distinzione tra adulti e bambini ebrei che destinava ai campi e alle camere a gas). Che un delitto paragonabile a quello del nazismo possa essere stato compiuto da Putin almeno per quanto riguarda il trasferimento in Russia dei figli degli ucraini, non può che sconvolgere le coscienze delle persone civili e farle rabbrividire. Che conseguenze determinerà questo atto ufficiale? Sarà d’ora in avanti più difficile concepire Putin come interlocutore e il viaggio di Xi a Mosca, col relativo invito a Putin di un ritorno a Pechino, può essere concepito solo come un gesto di cortesia che il padrone cinese doveva al suo vassallo. Quanto al piano di pace di Xi mi pare che contenga solo un passo interessante quando parla “di rispetto dell’integrità territoriale dell’Ucraina”, annegato però in una serie di dichiarazioni generiche e allusive. Il mandato d’arresto di Putin non consentirà al premier russo di recarsi all’estero, in Europa e in tutti paesi che riconoscono la Corte dell’Aia, di partecipare al G20 e a una seduta delle Nazioni unite. Lo isolerà in un rapporto esclusivo con Pechino. Che è poi quel che Pechino vuole per tenerselo completamente a sua disposizione. Della guerra in Ucraina temo che a Xi interessi molto poco. Se non per il rischio fatto di deteriorare ancora di più i rapporti con l’ Occidente. Nell’economia globale l’Europa potrà, fra un paio di anni, fare a meno della Russia, ma dubito che la Cina possa fare a meno del mercato globale. Quanto ai bambini, a tutti i bambini nati in qualsiasi modo, e rapiti dagli eserciti russi, mi aspetto analoga manifestazione di quella promossa a Milano. Tutti i bambini del mondo hanno gli stessi diritti. Il principale è quello di poter vivere con la loro famiglia e nella loro patria.

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