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E’ la destra che fa la patrimoniale

9 Agosto 2023 151 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Il Consiglio dei Ministri, l’ultimo prima della pausa estiva, ha approvato due decreti legge omnibus. In questi provvedimenti si spazia dalla deroga al tetto sugli stipendi per la società che costruirà il ponte sullo Stretto di Messina all’aumento del 20% delle licenze dei taxi, dall’iniziativa contro il caro voli ai provvedimenti sulla giustizia, dagli investimenti per i piccoli comuni alla lotta al granchio blu. Un prelievo da circa due miliardi sugli extraprofitti delle banche nel 2022-2023 è la mossa a sorpresa del Governo. Dunque una vera e propria patrimoniale sui grandi guadagni bancari dovuti al rialzo dei tassi d’interesse. Il tutto ai fini di reperire oltre 2miliardi (ma potrebbero essere di più) da utilizzare per abbassare le tasse e per accorciare ulteriormente il cuneo fiscale degli stipendi. Una misura, che sia pur limitata al 2022-2023 e riferita esclusivamente agli istituti di credito, era stata sollecitata dall’estrema sinistra con un odg Fratoianni bocciato dalla Camera. Sul piano politico si tratta di un vero capovolgimento di ruoli, di una rivoluzione politica copernicana. La destra che approva una patrimoniale e la sinistra che la rifiuta? Adesso cosa dirà la Schlein sull’argomento di togliere ai ricchi per dare ai poveri, come annuncia oggi il titolo de Il Giornale che parla di governo Robin Hood? La verità che, come dichiara Sabino Cassese, il provvedimento presenta due profili di incostituzionalità. Il primo riguarda il suo carattere retroattivo. Non si possono cambiare le regole mentre si gioca. E questo in realtà concerne anche la follia populista che ha pervaso la Camera la settimana scorsa a proposito dei vitalizi. Il secondo profilo é riassunto, secondo Cassese, nell’articolo 41 della Costituzione che ritiene “l’iniziativa privata” “libera”. Ma quest’ultima affermazione non rinnega certo la successiva e cioè che essa “ non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale”. Dunque lascia anche libero lo stato di intervenire. L’annuncio del provvedimento ha portato al crollo delle banche alla Borsa di Milano: dal 9,40 di Intesa San Paolo, al 2,9 di Mediobanca, passando per il 7,3 del Monte dei paschi di Siena, che é divenuta di fatti banca pubblica. Fatti bene i calcoli bisognerà verificare, col tempo, i reali vantaggi della manovra. Se é vero che le banche, cioè i suoi azionisti grandi e piccoli che siano, perderanno 10 miliardi per farne uscire due o tre, forse avrebbero preferito fare una donazione spontanea allo stato. Che avrebbe reperito le stesse risorse causando zero danni di borsa. O sbaglio?

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