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Io dò i satelliti a te e tu i missili a me

13 Settembre 2023 138 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo
“Mentre noi siamo qui a parlare sul Grappa si muore”, ebbe a dire Turati alla Camera dopo Caporetto e alla luce della sua conversione a combattere una guerra di resistenza all’invasore austro tedesco. Vale per noi. Mentre parliamo, in Ucraina c’é gente che muore per difendersi da una barbara aggressione. Che non accenna a placarsi, perché come ha ieri ripetuto il contestato ministro della Difesa Soighu, e anche i sordi ormai l’hanno capito: “L’unica soluzione é la vittoria della Russia”. Proprio ieri a testimonianza della mancata disponibilità a qualsiasi trattativa Putin ha incontrato il dittatore della Corea del Nord Kim. L’incontro tra il presidente russo e il leader nordcoreano si é svolto nel cosmodromo di Vostochny: lo zar ha promesso “tecnologia spaziale”, il Maresciallo ha mostrato la sua mercanzia facendo sparare due missili dalla Nord Corea. Un baratto che dimostra la volontà di Putin di proseguire ad ogni costo la guerra all’Ucraina. Kim ha offerto aiuto alla battaglia che ha definito “sacra” della Russia contro le potenze occidentali con un riferimento indiretto alla guerra in Ucraina. Putin ha fatto un brindisi al “rafforzamento della cooperazione” con la Corea del Nord e Kim ha risposto con un augurio di “nuove vittorie per la Russia”. Gli Stati Uniti hanno già affermato che un accordo militare tra i due leader isolati condurrebbe a un inasprimento delle sanzioni. L’Onu ha vietato alla Nord Corea di vendere armi all’estero e la Risoluzione 2270 proibisce a Pyongyang di collaborare con qualsiasi altro Stato membro nel campo dei missili balistici “anche se si tratta di lanciare satelliti o veicoli spaziali”. Quella risoluzione venne approvata con il sì della Russia. Evidente che lo scenario sia cambiato e così anche la decisione del leader russo di contraddire se stesso. Putin si è lanciato nell’avventura ucraina e ora è stretto dalle sanzioni occidentali e dalla controffensiva della resistenza ucraina: necessita ora di un partner che condivida la guerra anche offrendo armi (cosa che non ha fatto la Cina).  Ora, oltre che sul campo, occorre che si accenda, ma é già in corso, un’attività diplomatica fertile per approfittare di tutte le differenze e anche delle smagliature che il fronte filo russo o anche neutrale può registrare L’incontro di Biden col vice premier cinese Li Qiang nel corso del G20 di ieri l’altro che si é svolto a Nuova Delhi va in questa direzione così come l’incontro tenuto dal presidente americano con il presidente indiano Modi. Staccare decisamente la Cina e l’India dal fronte più o meno anti ucraino potrebbe essere decisivo. Non penso che i governi delle due nazioni saranno insensibili neppure di fronte al baratto di armi e satelliti tra Russia e Corea del Nord. Nel documento finale del G20 c’é una frase condivisa anche da Cina e India che dice: “Tutti gli Stati devono astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza per perseguire l’acquisizione di territori contro l’integrità territoriale e la sovranità o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato”. Nessun accenno all’Ucraina. Ma a buon intenditor poche parole. Qualcosa si sta muovendo e può essere che il ricorso a Kim da parte di Putin sia solo la testimonianza di un nuovo e pericoloso isolamento, più che di un allargamento delle sue alleanze.

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