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Quel bimbo israeliano a Gaza

9 Ottobre 2023 120 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Ha cinque anni, é israeliano, è stato rapito dai terroristi di Hamas. E’ stato portato in piazza ed esposto come un trofeo. Insultato, colpito, minacciato da altri bambini su suggerimento dei miliziani. Il bimbo, capelli biondi, si mostra spaventato e forse non capisce. Non é un gioco. Perché tanta crudeltà? Perché cosi tanta ed efferata miscela di odio omicida verso i ragazzi e le ragazze massacrati uno alla volta dai barbari assassini al rave nel deserto? E verso bambini e bambine uccisi e verso famiglie assalite e distrutte in un kibbutz come appare chiaramente in un video? Sparano a tutti, sparano come fosse normale. Non é una guerra. Una guerra uccide anche i civili come sta avvenendo anche oggi a causa dei bombardamenti israeliani su Gaza. Ma un minimo sentimento di umana pietà dovrebbe pur calare nel cuore di coloro che guardano negli occhi un bambino o una ragazzina e gli sparano in testa. Sghignazzando. Ci sono state guerre e bombardamenti e centinaia di migliaia di morti. Ci sono state infinite crudeltà e anche campi di sterminio. Pensavamo che tutto questo fosse alle nostre spalle. Non é così. Srebrenica docet. Ma non ricordo, in una guerra, uno sterminio ad personam di ragazzi armati solo dalla voglia di vivere. Neppure nel drammatico Novecento. Siamo di fronte a un fatto nuovo. E’ avvenuto recentemente per mano dell’Isis a Parigi, al Bataclan e alla redazione di Charlie Hebdo. E’ avvenuto sul lungomare di Nizza. Si spara al volto guardando in faccia la vittima, non importa se uomo, donna o bambino, perché lo si fa non solo a nome dell’ideale professato. Sarebbe troppo poco. Un ideale ancorché represso, non basta a giustificare tale brutale e cruenta fredda e cinica violenza. No. Si spara a nome di un Dio e si massacrano anche i bambini o li si mostra al pubblico ludibrio perché non credono a quel Dio e sono dunque infedeli. Il mix tra patriottismo palestinese e islamismo é qui evidente. Ed é quel che tiene insieme una teocrazia assolutista come l’Iran o gli Ezbollah libanesi all’eccidio spietato consumato venerdì. Ma un Dio crudele può essere Dio? Che Dio mai possono adorare quelli che lo ritengono ispiratore di tali nefandezze? Si dirà che nella storia anche in nome della religione cattolica si sono consumati orribili episodi. Pensiamo alla pratica della colono-evangelizzazione in America latina che continuamente associo alla straziante colonna sonora di Ennio Morricone nel film Mission. Pensiamo al rogo per le streghe e per gli eretici. Ai tanti Giordano Bruno bruciati vivi nelle piazze. Ma dobbiamo risalire a 400 e più anni orsono. Qui e adesso si stanno girando queste scene di crudeltà.. Che il mondo arabo le possa giustificare o addirittura approvare lascia preoccupati. E anche perplessi. Penso che il comunicato di Riad, ad esempio, possa essere il frutto del fianco scoperto lasciato dalla proclamata intesa, frutto della mediazione americana, tra Arabia Saudita e Israele. Avremo modo di parlarne. Per ora mi piace ricordare la nostra Ilda Riedmiller che venerdì si trovava nel luogo della strage. E’ fuggita a Tel Aviv col marito. E’ tuttora sotto il fuoco delle bombe che sulla città piovono continuamente. Le ho parlato. Piangeva ricordando quei ragazzi assassinati e quel bimbo di cinque anni in piazza a Gaza che non sappiamo che fine farà. Terribile

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