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Moderati di tutto il mondo unitevi

10 Novembre 2023 194 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

La guerra porta agli estremismi. La strage di Hamas é forse la peggiore dei nostri tempi. Per la crudeltà cinica e perfida, per aver voluto colpire e straziare ragazzi in festa, per aver trucidato intere famiglie in un kibbutz, colpendo e violentando donne e bambini, per aver fatto a pezzi neonati, non ne ricordo una eguale. Non Szreberica, dove almeno si sono separati donne e bambini, non Settembre nero che fu una guerra civile, e neppure Chabra e Chatila, dove i cristiano falangisti trucidarono i palestinesi, per vendetta dopo l’uccisione del presidente Gemayel. Magari mi dimentico qualche barbara guerra africana tra etnie diverse. Forse sono influenzato dai volti di quei ragazzi e di quei bambini che assomigliano ai nostri. Ma il 7 ottobre non si può dimenticare e chi ha compiuto quell’orribile e tribale scempio deve essere combattuto e distrutto. Ora però occorre guardare avanti. Israele ha reagito bombardando Gaza e Hamas ha volutamente mischiato civili e postazioni militari perché, come ha esplicitamente ammesso il suo capo, Ismail Haniyeh, comodamente stazionato altrove, serve un sacrificio di sangue. La comunità internazionale ha chiesto a Israele di fermarsi perché le vittime civili dei bombardamenti rischiano di oscurare la stessa strage di Hamas e Israele ha concesso corridoi umanitari per evacuare la zona nord e in particolare Gaza city e quattro ore al giorno per soccorrere i feriti. Quanto sarebbe stata più forte la posizione di Israele se dopo il massacro di Gaza avesse concertato l’azione militare cogli alleati concentrandosi sul tema della liberazione degli ostaggi? Oggi la posizione di Netanyahu appare sempre più isolata anche di fronte al suo stesso popolo che non smette di protestare per non aver saputo prevedere la strage e difeso i suoi ragazzi, per non aver liberato gli ostaggi, per farneticare sulla conquista di Gaza e sulla cacciata degli arabi da Israele. In particolare Biden, ma anche Macron, invitano Israele a non occupare Gaza. Ritengono che la strategia dei due popoli-due stati, anche considerando i perduranti insediamenti israeliani in Cisgiordania, andrebbe definitivamente in frantumi. E oltretutto rischierebbe di allargare il conflitto ad altri paesi, in primis al Libano, dove Nassrallah ha inventato la tattica, per ora, della mezza guerra, e all’Iran e Siria, con dietro la Russia, oltretutto unificando il conflitto israelo-palestinese e quello ucraino. E’ il tempo che i moderati, i responsabili, gli autentici pacifisti (non i pacifinti) prendano in mano la bussola della storia. A cominciare dagli oppositori di Netanyahu, rinserrato nella sua cupola di fanatismo radicale, e da Abu Mazen e dagli esponenti dell’Olp, sempre più in difficoltà nel tempo dell’estremismo. E’evidente che la permanenza di Netanyahu e della destra xenofoba in Israele con la conseguente occupazione di Gaza e il consolidamento delle colonie israeliane in Cisgiordania finirà per mettere sempre più in difficoltà l’Olp e per rafforzare Hamas o qualsiasi altra sigla voglia la distruzione di Israele. La prevalenza dei moderati in Israele che intenda invece consegnare Gaza alla comunità internazionale e da qui all’Olp e di rilanciare il processo di pace, che non può esimersi dall’operazione Sharom anche in Cisgiordania, metterebbe sempre più in difficoltà gli estremisti palestinesi. Hamas si distrugge non solo con le armi. Si distrugge con la politica.

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