Da Berlinguer a Tina Anselmi
I simboli segnano un’identità. O almeno così dovrebbe essere. Quando il Psi scelse il garofano, col congresso di Torino del 1978, si ricollegò direttamente alle sue origini e quando dal garofano tolse la falce e il martello decise di rompere decisamente e definitivamente col simbolo rivoluzionario che Bombacci propose al partito dopo la rivoluzione russa. Fu col congresso di Rimini del 1987. Quando, nel 1991, la tessera del Psi fu dedicata a Pietro Nenni era per la riconoscenza del suo vecchio leader, in occasione del centenario della nascita, per le sue lotte al nazismo (Nenni perse la figlia Vittoria nel campo di concentramento di Auswuitz), per la sua svolta autonomista del 1956, per la sua invenzione del governo di centro-sinistra, per l’unificazione socialista con Saragat. Ora, che il Pd sia un partito in cerca di identità é ben noto a tutti. Quando venne fondato, il suo primo segretario Walter Veltroni ne descrisse un’anima internazionale e non europea, vicina ai democratici americani (Walter era famoso per l’esaltazione del kennedismo e per essersi professato, dopo la fine del Pci, come unim”mai stato comunista”), ma non al socialismo europeo, dal quale prese le distanze non iscrivendolo al Pse. L’iscrizione al Partito socialista europeo avvenne solo durante la segreteria Renzi. Ora, con la Schlein, peraltro nipote di un senatore socialista, é tornato d’impeto il culto per Enrico Berlinguer e la tessera del 2024 a lui é stata dedicata. E non a Giacomo Matteotti, nel centenario del suo martirio. Quella di quest’anno sarà dedicata a Tina Anselmi e non ad Anna Kuliscioff. Si voleva una donna e nessuna donna del otto-novecento é mai stata così degna di ricordo e di celebrazione di Anna, la dottora dei poveri, la rivoluzionaria anarchica divenuta riformista, la prima femminista che combattè contro il lavoro dei minori e per il voto alle donne, la compagna e consigliera di Filippo Turati. Ma tant’é. Forse c’era bisogno di rassicurare la componente cattolica del Pd che aveva giudicato l’omaggio esplicito a Berlinguer una forzatura. Ed eccola accontentata. Tina Anselmi, ex democratico-cristiana, partigiana, certamente orientata a sinistra, fautrice della riforma sanitaria del 1978 che istituì il Servizio sanitario nazionale, merita riconoscimenti. Dunque il Pd é il partito di Berlinguer, comunista, e di Tina Anselmi, democristiana? La sua storia coincide coi protagonisti di queste due tradizioni separate? D’altronde non é possibile che un partito senza passato e che esiste solo in Italia abbia punti di riferimento unici. Non c’é nessuno che sia stato in quel che non c’é mai stato.







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