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Paura della Corte

7 Ottobre 2026 78 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Mentre si é votato con la fiducia per la terza volta alla Camera sulla nuova legge elettorale e domani sarà la volta del voto segreto sull’intera legge, nascono le inquietudini nella maggioranza. Non tanto per il voto segreto che potrebbe anche rivelare delle sorprese, ma il fatto che la conseguenza sia il ricorso immediato alle urne sconsiglia agli scontenti di tirare troppo la corda. Gli interrogativi nascono dall’atteggiamento che potrebbe assumere l’Alta Corte. In via Arenula, ad esempio, si teme una secca bocciatura della norma che impone l’indicazione del premier e la Schlein commenta che sarebbe fantastico. Altri rilievi potrebbero essere manifestati sul premio di maggioranza al 42% o sulla presunta disparità tra uomo e donna. Personalmente non credo che possa avvenire per queste due norme in quanto la stessa Corte bocciò il Porcellum in quanto non prevedeva il premio di maggioranza vincolato ad alcuna quota e adesso la si fissa al 42%, mentre la disparità di genere appare sanata con l’emendamento approvato al Senato. Resta in effetti la norma sul tema dell’indicazione del premier. Si tratta dell’indicazione di un premier che tale non é, non essendo eletto direttamente. Ma anche l’indicazione appare in contrasto con la norma costituzionale, mai cambiata, secondo la quale é il presidente della Repubblica che nomina il presidente del Consiglio non prevedendo alcuna indicazione elettorale. La confusione nasce dal voler mettere insieme una legittima legge costituzionale per introdurre il premierato con una nuova legge elettorale ordinaria. Siccome, dopo la sconfitta referendaria si é scelto di deporre nel cassetto la tentazione del premierato, allora ecco spuntare nella legge elettorale una sorta di premierato finto. Che significa indicazione del premier? Se il presidente della Repubblica dovrà tener conto di tale indicazione rinuncerà a un suo diritto costituzionale (l’articolo 92 della Costituzione recita: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”), mentre se dall’indicazione potrà fare a meno non si comprende perché tale presupposto figuri nella legge. Di certo la votazione segreta di domani concluderà l’iter parlamentare della nuova legge elettorale, ma non concluderà il suo percorso istituzionale e costituzionale.

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