E sottolineo se…
Il fondatore e santone del Campo largo Goffredo Bettini, mischiando le sue carte e interrogando i numi, ha formulato la sua proposta di mediazione tra Pd e Cinque stelle a proposito dell’Ucraina. Se Putin e Zelensky accettasero di concepire il nuovo confine sull’attuale posizione del fronte di combattimento, se soprattutto Putin accettasse che si costruisse una zona smilitarizzata con la presenza Onu, e se per difendere la parte rimanente delll’Ucraina ci fosse bisogno di armi allora l’Italia potrebbe inviargliele. Sì ma non dovrebbe più inviargliele oggi. Pare. Orbene, se Europa e America assumessero la stessa posizione altro che congelamento sulla linea del fronte. Putin in tre giorni arriverebbe a Kiev. Ciononostante quel matto di Conte dice no. No alle armi difensive e offensive, ma quali sarebbero mai queste ultime se gli ucraini usano armi solo per difendersi da un’aggressione? Ma lasciamo perdere perché sono convinto che dell’Ucraina e delle armi che lui stesso ha inviato per primo quando era presidente del Consiglio a Conte non interessi nulla. Sono aperte ormai le primarie del campo largo che dovrebbero svolgersi entro novembre e Conte scommette sull’interesse elettorale che gli deriverebbe dal rifiuto di qualsiasi aiuto militare recitando la melensa tiritera del “trasferiamo quei soldi nella sanitá e nella scuola”. Ci manca solo la retorica del “svuotiamo gli arsenali e riempiamo i granai”. Ma sono convinto che Conte riuscirà a riprendere anche questo slogan ottocentesco. Intanto la relazione della Schlein in direzione é stata appoggiata senza il voto dei riformisti. Se Conte dovesse vincere le primarie e di conseguenza essere candidato alla guida del Campo largo ci sarebbe, secondo i sondaggi, un cospicuo trasferimento di voti sul Terzo polo. Da augurarselo?







Leave your response!