Ricordo di Zandoli
Romagnolo come la piadina, deve la sua definitiva consacrazione nel mondo del calcio al Padova, dove approda, dopo un’annata nella Sambenedettese, nel 1970, nel campionato in cui la Reggiana si gioca il vertice di serie C proprio coi biancoscudati e con l’Alessandria. Nella città veneta Zandoli è la punta di diamante del trio offensivo delle meraviglie (il Padova non vincerà il campionato, ma il suo attacco sarà quello più prolifico) composto, oltre che da Zandoli, da Modonese e da Filippi. Visconti si innamorò di lui nella partita di ritorno, del maggio 1971, in cui la Reggiana prevalse nettamente, per 3 a 0, ma nella quale questo attaccante, esile e corto, mise in mostra tutte le sue qualità. Arrivò la promozione e la Reggiana doveva pur risolverlo questo problema del centravanti che mancava ormai dai tempi di Gipo Calloni. E d’estate si concluse vittoriosamente la caccia a Zandoli. I dirigenti furono costretti a mettere mano al portafogli come mai era avvenuto in precedenza. Ma il triunvirato era divenuto quadrunvirato e qualche sacrificio poteva anche permetterselo. Si dice furono cento i milioni sborsati sull’unghia per arrivare a Zandoli e Zandoli arrivò a Reggio contento. Nella prima stagione in granata, quella di serie B 1971-72, Zandoli segna 11 gol, contribuendo in modo determinante, assieme a Zanon e a Spagnolo, allo splendido campionato granata, con la Reggiana che sfiora la promozione in serie A. Nel campionato successivo Zandoli segna solo sei gol e la Reggiana delude le aspettative, anche se disputa le finali di Coppa Italia, e Zandoli è ancora protagonista negli incontri con l’Inter e la Juve (due splendidi gol sono suoi). Ultima stagione granata, quella della salvezza conseguita all’ultima giornata: Zandoli batte il suo record precedente e segna 12 gol. Viene allora acquistato dall’Ascoli che ha appena conquistato una trionfale promozione nella massima serie. Nel primo campionato di serie A Zandoli segna tre gol e cinque ne segna nel secondo, che culmina con la retrocessione dei marchigiani. Poi viene acquistato dal Cesena in B e col Cesena gioca dal 1977 al 1980..Quando la Reggiana, nel campionato 1980-81, dopo quattro sfortunate stagioni di serie C, vuole costruire un attacco ancora al fulmicotone pensa a lui, che ha già 33 primavere. E Zandoli ritorna in granata, al centro della prima linea in coppia col più giovane Bruzzone. Forse non aveva più la giovanile velocità, ma gli era rimasta quella capacità di girarsi col pallone al piede nello stretto e di tirare da ogni posizione. Gli era rimasto soprattutto il fiuto del gol. E la Reggiana ottenne una nuova promozione in serie B anche grazie ai suoi 10 gol. In serie B, nella stagione successiva, Zandoli si alternerà al centro della prima linea con Carnevale e Bruzzone. Disputerà 25 partite segnando tre gol. Poi più niente. Trentacinque anni non erano pochini allora. Lo ritroviamo, più tardi, nella sua Gambettola come dirigente e allenatore. Si é spento ieri uno dei più forti attaccanti mai giunti sotto i ponti del Crostolo.







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