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Lettera aperta a Marco Pannella

6 Aprile 2009 1.107 views 2 CommentsStampa questo articolo Stampa questo articolo

Caro Marco, sono stato onorato, dopo le elezioni politiche, d’essere stato invitato da te a coadiuvarti nella promozione del Convegno di Chianciano del maggio dello scorso anno e d’essere poi stato individuato come il coordinatore di quel gruppo, che si è più volte riunito a Roma. Ho confermato anche per quest’anno, dopo aver partecipato, ed essere intervenuto, al congresso radicale di novembre e a quello del mese scorso, la mia iscrizione a tutta la galassia radicale (Partito transnazionale,  Radicali italiani, associazione Nessuno tocchi Caino, Coscioni e quant’altro). La tua lucida follia (voglio coniare un termine usato di recente forse a sproposito) mi ha sempre affascinato e per di più le tue grandi battaglie laiche sono state per me, e lo sono tutt’ora, anzi forse ora come non mai, pane politico per i miei denti. In occasione della discussione sulla campagna europea, all’ ultimo congresso di Chianciano di qualche settimana fa, io, Bobo Craxi e Riccardo Nencini abbiamo avanzato proposte concrete di un’alleanza non solo elettorale, ma anche politica tra socialisti e radicali.

L’idea della Rosa nel pugno non è tramontata per responsabilità di questo gruppo dirigente del Partito socialista e ti assicuro che verso di te e verso tutti i compagni radicali c’è da parte di tutti non solo stima e affetto, ma anche grande considerazione politica. Avevamo anche ipotizzato una riedizione della Rosa nel pugno allargata per le europee. E in alternativa, un’alleanza che andasse da te a Vendola. Purtroppo non ho avuto, non abbiamo avuto, risposte. Intanto l’allenza da te e a Vendola si è trasformata, obtorto collo, in un’alleanza da Nencini a Vendola, e non è la stessa cosa, anche se la politica ha i suoi tempi e la sua logica. E in politica un conto sono i desideri, altro conto è la realtà. Adesso leggo di una tua intenzione di presentare alle europee una lista solo radicale, appellandoti all’intera sua galassia. Si tratta di una posizione legittima, ma che personalmente non condivido. Anzi questo rinchiudersi dentro il vecchio guscio è esattamente il contrario di quello che avevamo insieme deciso a Chianciano. Cioè di superare le vecchie appartenze e di preparare un progetto nuovo, che mettesse insieme socialisti, liberali, laici, radicali in uno sforzo congiunto. E che allora con noi ci fossero anche Salvi, la Napoletano, la Dejana, Paola Balducci, Boato e altri nè radicali nè socialisti, non venne giudicato un difetto, ma anzi un valore aggiunto. Allora, caro Marco, perchè non rilanciare oggi quel progetto di Chianciano, anzichè il vecchio fortino radicale? Perchè non chiedere un incontro alla lista Sinistra e libertà e proporre un suo allargamento alla componente radicale? Certo, non tutti, dentro la lista Sinistra e libertà, la pensano come me. Ma se solo tu dichiarassi la disponibilità a discutere di un accordo, credo che tutti i giochi protrebbero riaprirsi. E non sarebbe un male. Anche per i socialisti.

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