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A proposito di stadio e di Reggiana

7 Settembre 2012 3.005 views One CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

La situazione è questa: gli imprenditori Claudio Campani (reggiano, che è anche socio della Reggiana calcio col 10% delle azioni) e Giuseppe Conti (siciliano, ex proprietario della discoteca Koala di Ragusa e oggi imprenditore del turismo e immobiliare) hanno acquisito al 50% i crediti delle cooperative Orion e Unieco sullo stadio ex Giglio e oggi città del Tricolore. Il pagamento delle quote di Conti dovrà avvenire entro il prossimo venerdì, pena il venir meno dell’intera operazione. Nel contempo entrambi hanno dichiarato la loro disponibilità a concedere una quota al presidente della Reggiana Alessandro Barilli. I due imprenditori hanno manifestato l’intenzione di acquisire anche i crediti delle banche (che sono circa il 30% del totale) divenendo così gli esclusivi creditori privilegiati dello stadio. A quel punto potranno chiedere al curatore fallimentare di comprare lo stadio al valore dei crediti con una sorta di partita di giro e probabilmente utilizzando un mutuo ventennale del Credito sportivo. L’operazione stadio, così, volge a soluzione, dopo sette anni di curatela fallimentare. E questo è certamente un buon segnale alla città, che potrà gustarsi un’utilizzazione a tempo pieno dell’impianto (sport, spettacoli, eventi), dopo i già annunciati investimenti, e nel contempo al Comune di Reggio (che vedrà finalmente le risorse dell’Ici arretrata). Avrei preferito che la proprietà dello stadio coincidesse con la proprietà della Reggiana. E, per dirlo ancora più chiaramente, che fosse Barilli a fare l’operazione, oppure che Conti prima entrasse nella proprietà della Reggiana e solo dopo in quella dello stadio. Non è stato possibile, o almeno non lo è tuttora, e di questo ne ho preso atto. Mi sono subito attivato perché la Reggiana possa disputare nello stadio (una volta che Conti e Campani abbiano portato a termine l’operazione) il suo campionato, tenendo negli spazi dello stadio, anche gli uffici attualmente a sua disposizione. Mi è stato garantito che sarà così, senza aumentare i costi attuali che gravano solo lievemente sulle casse della società granata. Questa era la sola mia preoccupazione e la sola condizione da proporre agli acquirenti. Per il resto, compreso l’interesse per la torre posta a sinistra dei distinti e confinante con la curva sud, attualmente di proprietà del Comune di Reggio, che la vuole alienare, posso sottolineare che si tratta solo di preliminari. E così per quanto riguarda i progetti di investimenti sullo stadio che non conosco e che alcuni giornali già danno per decisi, come l’impossibile collegamento delle gradinate dei distinti con quelle delle  due curve, oltre che la loro eventuale copertura. Chi conosce lo stadio Città del tricolore, sa benissimo che esistono  due torri che già hanno comportato l’eliminazione di alcune migliaia di posti e non ci sono gli spazi per quel ventilato allargamento. Qualsiasi progetto futuro mi auguro venga adeguatamente elaborato e presentato solo dopo che tutta l’operazione sarà stata completata e sarei lieto se venissero anche sottoposti all’attenzione dell’amministrazione comunale.

One Comment »

  • paolo said:

    In Internet la notizia di un arresto per truffa che vede coinvolti il mese scorso due Conti, tra cui Giovanni Conti proprietario della discoteca Koala Maxi di Ragusa, e Cristina Conti, che parrebbe anche la stessa donna che compare a fianco di Giuseppe Magro – fratello di Giuseppe Conti – in Confcommercio Ragusa.
    Trovo alquanto curioso che una certa cordata di potere, un gruppo di nomi ai vertici di Federalberghi, Confcommercio Catania e Ragusa, Modica, Ispica e via dicendo, per non parlare di Commerfidi, abbia ora le mani in pasta ai vertici di SAC, – presidente Peppino Giannone ex Lega Coop e Conad Sicilia e sia in Commerfidi Ragusa, assieme a Nico Torrisi di Federalberghi URAS, e che abbiano già deciso la chiusura temporanea dell’aeroporto di Catania per avviare quello di Comiso, inaugurato da D’Alema e mai “decollato”. La cosa curiosa è che mentre Vito Riggio penalizza WindJet, spingendo per la privatizzazione degli aeroporti siciliani, e per l’apertura di quello di Comiso, si scopre che tra i privati che sostengono aeroporto di Comiso abbiamo il 70% da parte dell’editore Ciancio – che sia il Fatto che Repubblica hanno indicato nel 2010 per fatti mafiosi, e che risulta controllare tutta l’editoria siciliana e quant’altro.- Quello che non mi torna è la poca democraticità del sistema, i nomi sono sempre quelli, spadroneggiano ovunque, e facendosi scarrozzare sulle spalle del Pd vantano anche un serio impegno antimafia, che è ancora da dimostrare.
    Come mai un imprenditore come Giuseppe Conti non investe per migliorare la Sicilia e piomba a Reggio Emilia, con un mare di contanti sull’unghia per comprarsi il mondo? Sonia Alfano ha tracciato l’identikit di certi colletti bianchi, dai quali guardarci alle spalle: aprono ipermercati, alberghi, resort, squadre di calcio… Che dire? Non trovo un eufemismo per rendere meglio l’idea, vi lascio riflettere, visto che i nostri politici a caval donato preferiscono non guardare in bocca.

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