Abbattere il regime?
Cominciamo dalla tragedia. Il bombardamento israelo- statunitense ha colpito anche una scuola di Teheran uccidendo, a quanto è dato sapere, oltre ottanta bambine. Un dramma dovuto anche alla dislocazione della scuola a fianco di un deposito militare che poteva essere colpito. Era la strategia scelta da Hamas che collocava gli ordigni militari negli ospedali e nelle scuole. Ma è anche il tributo degli innocenti a tutte le guerre, quelle giustificabili e quelle non giustificabili. Nella mia città due bombardamenti anglo americani per colpire le officine Reggiane, che producevano armi per i tedeschi, provocò 275 morti e un migliaio di feriti nel gennaio del 1944 e mio zio e la sua famiglia vennero a vivere dai miei nonni. La guerra provoca sempre tragedie e ad essa bisognerebbe ricorrere quando le armi del dialogo sono impossibili e l’interlocutore costituisce un pericolo per l’umanità. Siamo a questo punto per quanto riguarda l’Iran? Certo questo paese fornisce aiuti al terrorismo mediorientale, ad Hamas, agli Hezbollah, agli Houthi, che infestano di attentati e omicidi tutto il medio oriente. Certo la teocrazia iraniana, che è odiata da tutti i paesi sunniti, in primis l’Arabia saudita, è un regime sanguinario e di stampo medioevale. Alle proteste dei giovani nel mese di gennaio si è risposto col fuoco uccidendo migliaia di persone e imprigionandone di più. Quando cade soprattutto per insurrezione interna, un regime cruento, allora i democratici devono far festa. Ma da soli gli oppositori della teocrazia non potevano farcela e il loro rimprovero all’Occidente era proprio quello di non essere arrivato in soccorso. Sarà questo un obiettivo raggiungibile attraverso l’intervento armato israelo-americano? Me lo auguro con tutto il cuore come penso se lo augurino i giovani e le ragazze che hanno coraggiosamente sfidato il regime con la foto di Amina, se lo augurano le vedove e le madri dei ragazzi ammazzati e di quelli incarcerati e torturati dal mese di gennaio. Se lo augura la comunità internazionale in lotta con il terrorismo, le dittature e le autarchie. E non si facciano paragoni tra l’invasione russa all’Ucraina e l’intervento armato degli Usa e di Israele in Iran. L’Ucraina è un paese democratico con un governo legittimato dalle elezioni e che intendeva aderire alla Ue (adesione che sta avvenendo), l’Iran è una teocrazia in cui il potere è accentrato nella guida suprema (della morte del carnefice Kamanei non piangiamo) e che massacra i suoi figli e le ragazze che non portano correttamente il velo usando una non meglio definita polizia morale. Nessun paragone. Mi auguro che la sinistra italiana o quel che rimane di essa non esponga i suoi vessilli per difendere una teocrazia illiberale e fanatica. Ma mi auguro altresì che l’Italia riprenda la voce sulla politica estera e non si limiti ad invocare la solita de escalation, ritornello stonato del ministro Tajani. O la situazione in Iran avrà carattere insurrezionale e si arriverà a un regim change o qualsiasi de escalation lascerà le cose come prima con diversi morti in più. E la sensazione che l’intervento avesse altri obiettivi si rafforzerebbe di molto. E noi, a quel punto, diventeremmo molto critici.







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