Home » Nazionale

Il Melonellum

2 Marzo 2026 49 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Siamo transitati da leggi con nome neutro singolare latino, datole da Giovanni Sartori, fino alla proposta di legge della maggioranza che sostiene il governo Meloni. Dal Mattarellum, 75% di uninominale maggioritario e 25% di proporzionale con sbarramento al 4%, al Porcellum, in questo caso la legge é stata definita dal suo massimo estensore, il leghista Roberto Calderoli, proprio “una porcata”, e cioè un proporzionale e sbarramento al 2% in coalizione con recupero della prima lista sotto il 2% nelle due coalizioni, più premio di maggioranza alla prima coalizione senza fissare quote, poi dichiarata per questo illegittima dalla Corte costituzionale, al Rosatellum, dal nome del suo estensore Ettore Rosato, con collegi e voti di lista, ma da calcolare insieme (le liste devono per forza indicare i collegi) e sostanzialmente maggioritario. Adesso ecco a voi il Melonellum, la proposta presentata ieri dal centro-destra. Questa legge viene alla luce nel bel mezzo di una campagna referendaria durissima e bisogna afferrarne bene il motivo. Prima però analizziamola. Proporzionale con sbarramento al 3% e su questo si potrebbe essere d’accordo. Le liste di partito sono però bloccate. Non ci sono preferenze. Saranno ancora le segreterie dei partiti a scegliere l’ordine dei candidati e sostanzialmente i parlamentari. Questo non avviene da adesso e costituisce una delle ragioni, non la sola, della disaffezione elettorale crescente. L’Italia é davvero un paese anomalo, perché quel che vale per le elezioni politiche (le preferenze sono fonte di sperperi di denaro e di pericolose infiltrazioni della malavita) non vale invece per le europee, le regionali e le comunali, dove invece le preferenze ci sono. Misteriosa, ma non troppo, contraddizione logica. Secondo appunto. Il premio di maggioranza si ottiene se la prima coalizione supera il 40% dei voti. Ha ragione Carlo Calenda. Se consideriamo che il cinquanta per cento degli elettori o poco meno non va a votare noi avremo un venti per cento dell’elettorato che conquista il 60% dei seggi. Ovviamente solo alla Camera perché la legge per il Senato é regolata dalla Costituzione che impone il conteggio “su base regionale”. No, questo del Melonellum non va proprio. Si alzi il 40% e lo si porti al 50 qual era il tetto della legge De Gasperi nel 1953, definita “legge truffa” e oggi invece decantata come molto più democratica di quelle che si sono adottate in Italia dal 1994. Poi il colpo finale. Se nessuna coalizione raggiunge il 40% allora le prime due vanno al ballottaggio. Questo passaggio assomiglia molto a quello dell’Italicum di Renzi. Ma non esiste un ballottaggio tra coalizioni. Nei comuni il secondo turno serve per eleggere i sindaci e in Francia, doppioturnista per eccellenza, il doppio turno nazionale è per i candidati presidenti e quello di collegio e per i candidati al Parlamento. In Italia questa subordinata del ballottaggio nazionale di coalizione serve ad eliminare la conseguenza più logica del voto. Quella che, se esiste un equilibrio proporzionale, esso venga poi rispettato e le maggioranze si formino in Parlamento. Tre obiezioni che mi paiono dunque fondate quelle relative alla mancanza delle preferenze, al premio di maggioranza e al ballottaggio. Vengo infine alla risposta sul motivo che ha spinto la maggioranza a presentare la proposta di legge elettorale in piena campagna referendaria. Qualora vincesse il sì, a mio avviso, la legislatura potrebbe concludersi regolarmente, ma se vincesse il no? Siamo sicuri che la Meloni si lascerebbe logorare per un anno, in cui si succederebbero le allusioni sulla sua incapacità di convincere la maggioranza degli italiani ad accogliere una legge che rappresenta uno dei cardini del programma di governo? O la Meloni, come ha fatto Macron, non potrebbe invece propendere per un “vedo” immediato degli umori elettorali, sfidando un campo largo che non ha ancora scelto un leader, né un programma, né ha ben definito il contorno degli alleati? Con che legge elettorale? Ma con questa, da approvare subito, anche a maggioranza, non sarebbe certo il primo caso, legge che potrebbe, in caso di vittoria, assicurarle una larga maggioranza alla Camera e al Senato con uno sbarramento basso potrebbe ampliarne il perimetro delle alleanze qualora fosse necessario. Illazioni? Ipotesi fantasiosa? Credo sia invece una spiegazione razionale del motivo della presentazione di una proposta di legge elettorale mentre fra tre settimane é fissato un voto su altra materia, ma così scivoloso che potrebbe avere conseguenze non tanto sul governo, ma sulla legislatura.

Leave your response!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

You can use these tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.