Ben Gvir umilia l’Italia
Una dura condanna (ma in fondo la condanna sia pure tutt’altro che dura l’ha emessa il governo italiano) deve essere espressa dall’Italia per l’intervento militare israeliano in acque internazionali che hanno portato all’arresto dei militanti della Flotilla. Sono 430 dei quali 29 italiani. Una dura condanna anche per il trattamento subito come se gli attivisti fossero dei criminali, inginocchiati per terra, bendati e alcuni picchiati. Ma ancora più da condannare é lo sciagurato show inscenato dal ministro Ben Gvir, il falco del governo Netanyahu che ha recentemente festeggiato il ritorno della pena di morte nella legislazione israeliana bevendo champagne e mangiando una torta col cappio. Costui si é presentato in carcere sventolando la bandiera israeliana e accusando gli arrestati di essere terroristi e di volerli per sé nelle galere ove vengono detenuti i terroristi palestinesi. Ora, che la Flotilla non abbia tanto scopi umanitari sono i principali dirigenti dei movimenti che hanno promosso l’attraversata ad ammetterlo. Ma che costoro abbiano compiuto un solo atto terrorista neppure il falco Ben Gvir può riconoscerlo. L’illegalità in questo caso é di Tel Aviv che ha bloccato imbarcazioni che viaggiavano in acque internazionali, che ne ha arrestato senza motivo le truppe, che ne ha trattenuto con la violenza e lo scherno i partecipanti. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una nota, ha parlato di “trattamenti incivili a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che toccano un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”. E in una nota congiunta, la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno definito “inaccettabile” il trattamento riservato da Israele agli attivisti della Flotilla, aggiungendo che l’Italia “pretende le scuse per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano”. Carlo Calenda, leader di Azione, ha usato ton durissimi definendo “farabutti criminali” gli autori dei comportamenti violenti nei confronti degli attivisti: “Bene ha fatto il governo a convocare l’ambasciatore. Adesso devono seguire immediatamente sanzioni durissime contro Ben-Gvir”. La Farnesina ha inoltre chiesto di incontrare subito l’ambasciatore israeliano per chiedere “chiarimenti formali” su quanto accaduto: una mossa cui ha fatto seguito, poco più tardi, una decisione analoga del governo francese. Il governo spagnolo ha definito il trattamento degli attivisti “mostruoso, indegno e disumano”. E anche il presidente della Corea del Sud ha dichiarato “totalmente inaccettabili“ le azioni di Israele. “Qual è la base legale (per gli arresti)? Si tratta di acque territoriali israeliane?”, ha detto Lee Jae Myung: “È territorio israeliano? In caso di conflitto, possono sequestrare e fermare navi di Paesi terzi?”. Interrogativi cui il governo israeliano si é guardato bene dal rispondere. Una nota intelligente di Crosetto, ministro della Difesa italiano su Ben Gvir, da cui in serata ha preso le distanze anche lo stesso Netanyahu condividendo invece gli arresti: “Noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo si faccia il bene di Israele”. Da condividere.







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