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Il convegno di Roma. Socialisti nel Terzo polo

23 Luglio 2026 114 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Come avrete letto non si omette più la citazione dei socialisti nel descrivere l’aggregazione del terzo polo. Vedi la bella intervista di Pina Picierno su Il Riformista o la dichiarazione di Calenda ripresa dall’Avvenire. Ma c’è di più. Pier Camillo Falasca, anima del movimento Europeisti.eu che ha promosso con grande successo la manifestazione di Milano, nella sua relazione introduttiva al convegno di Roma di sabato 18 ha citato proprio il Psi di Craxi come esempio di un partito che sembrava finito ed è poi divenuto centrale nello schieramento politico italiano. Pensate se tale affermazione potevano farla Conte, Fratoianni e Schlein. La dedica é ai socialisti del Campo largo (definito dalla Picierno Campo Lavrov). Dunque sono stato perfettamente a mio agio e con me i diversi militanti socialisti presenti alla manifestazione di Roma che doveva dar gambe al terzo polo, frequentata da centinaia di giovani e di ragazze in buona parte rappresentanti di una miriade di associazioni e movimenti. Nel mio intervento ho voluto ricordare due aspetti essenziali della nostra analisi politica. “Il primo è inerente la profonda trasformazione del bipolarismo italiano, tale da renderlo anomalo in Europa e profondamente ammalato in Italia. Il bipolarismo all’inizio metteva di fronte un polo dominato da un partito sostanzialmente liberale, Forza Italia, e da un altro, la coalizione dell’Ulivo, più che non quella perdente dei Progressisti, a trazione sostanzialmente riformista. Oggi ci troviamo invece di fronte a un polo in cui i liberali rappresentano un’esigua minoranza e a un altro in cui i riformisti sono marginali, mal sopportati e in fuga. Il bipolarismo italiano si è ammorbato di populismo, estremismo e demagogia, mentre il Parlamento mette un veto alle preferenze. Ogni maggioranza si da una legge elettorale che potenzialmente la favorisce e puntualmente perde le elezioni. Dunque dobbiamo costruire non un centro di non si sa che cosa ma un’alternativa a un bipolarismo non solo malato, diviso e illogico, ma oggi divenuto anche pericoloso. Da un lato Vannacci suona la carica con animo putiniano e anti europeo, dall’altro gli risponde Conte con lo stesso squillo. Per cui non è sbagliato parlare di asse Conte-Vannacci. I due ritengono che non bisogna aver paura della Russia e che il progetto Rearm non ha senso. E’ un’invenzione e una speculazione. Voglio solo ricordare che Putin si dedica alla guerra da quando è stato eletto presidente. E ha testualmente dichiarato di voler ricostruire l’Impero russo aggiungendo che la più grande tragedia del Novecento é stata la fine dell’Urss. Zarismo e comunismo per lui pari sono. Prima guerra alla Cecenia, poi alla Georgia, poi alla Crimea e oggi all’Ucraina. Altro che la Nato che abbaia ai confini della Russsia. E’ la Russia che abbaia nei territori vicini. Pensate che fine farebbero oggi le tre repubbliche baltiche se non avessero aderito alla Nato. E se Svezia e Finlandia, dopo un secolo di neutralità, hanno chiesto e ottenuto, attraverso due governi socialdemocratici, di aderire alla Nato, una ragione ci sará. La veritá é una. Se l’Ucraina fosse stata anch’essa un paese Nato non sarebbe stata aggredita. Chi sostiene il contrario è in malafede. Il putinismo è dentro i due poli e la campagna elettorale rischia di consolidarlo anche attraverso interventi mirati del Cremlino. Il secondo punto riguarda la connotazione del nostro voto. Si dice che dare il voto a un terzo polo è inutile. Invece è utile. Utilissimo. Serve per raggiungere due obiettivi. Primo: lo sgretolamento di questo bipolarismo che è il male dell’Italia. Secondo: se nessuno supererà la soglia di accesso al premio di maggioranza si formerà un governo con la parte migliore di entrambi, un governo Draghi bis di stampo europeista e riformista. E questo sarà un bene per l’Italia e un successo nostro. Bisogna crederci. E vi invito alla fiducia sprigionata da uno slogan del 1968: Siate realisti. Chiedete l’impossibile. E’ un realismo creativo spinto fino a una soglia di presunta irrealizzabilitá che ci farebbe molto bene. Per cominciare.

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