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Viva le liste bloccate

23 Luglio 2026 114 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

La legge elettorale contiene tre gravi forzature, forse anche di carattere costituzionale. La prima é chiaramente costituita dal premio di maggioranza legato al superamento da parte di una coalizione del 42% dei voti, il che significa aumentarla di 70 deputati e 35 senatori (anche se il vincolo costituzionale del conteggio su base regionale permane). Una forzatura evidente. Soprattutto se paragonata alla legge definita truffa del 1953 che scattava solo qualora una coalizione avesse superato il 50%. Esiste un evidente problema di rapporto tra premio e rappresentatività, giacché se le due coalizioni fossero distaccate solo dello 0,1 una si troverebbe addirittura con 70 deputati e 35 senatori in più dell’altro. Cioè uno 0,1 varrebbe oltre il 10%. Scrivere poi il nome del candidato presidente di ciascuna coalizione si configura come un’elezione diretta mascherata del presidente del Consiglio, competenza che la Costituzione assegna al presidente della Repubblica. Come potrebbe infatti il presidente assegnare il mandato di formare il governo a un candidato il cui nome non sia stato scritto dalla prima colazione? Il terzo problema riguarda il nodo delle preferenze. Mi sento spaesato. Forse per finta perché l’atteggiamento del Parlamento italiano me lo potevo aspettare. Dunque Fratelli d’Italia e due piccoli suoi alleati hanno presentato un emendamento piuttosto farlocco per introdurre le preferenze nell’elezione dei candidati ma riservata solo a una piccola quota di questi. Nei plurinominali saranno esentati i capilista che resteranno bloccati e poi ci sono i listini bloccati da cui attingere il premio. L’emendamento é stato bocciato per un voto e l’opposizione ha festeggiato la permanenza di una legge senza preferenze dove l’elettorato non potrà scegliere i suoi parlamentari che continueranno a essere tutti decisi dai vertici dei partiti. Un’opposizione riformista e costruttiva avrebbe dovuto presentare lei un emendamento per introdurre le preferenze per tutti i candidati anziché gridare alla vittoria perché le preferenze non ci saranno. Invece preferisce far festa. Al Senato la legge passerà e passerà anche alla Camera col voto di fiducia. Così, senza preferenze. Viva le liste bloccate di questa democrazia non democratica.

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