Ma i socialisti non possono che stare a sinistra?
Il gentile Francesco Di Lorenzi sull’Avanti riconosce a noi la legittimità politica di guardare al terzo polo, sottolinea anche i mali del bipolarismo, ritiene sia stato sbagliato superare il sistema proporzionale e tuttavia sostiene che i socialisti non possano che stare a sinistra perché a sinistra sarebbero stati Turati, Matteotti, Saragat, Nenni, Craxi. Osservo che l’affermazione contiene um margine alto di errore. Turati e Matteotti vennero espulsi dal Psi nell’ottobre del 1922 perché intendevano sbarrare la strada al fascismo cercando un’intesa di governo con popolari e liberali, Saragat, dopo la scissione di Palazzo Barberini del 1947 e le elezioni del 18 aprile del 1948, fu col suo partito parte integrante dei governi centristi per tutti gli anni cinquanta, e vice di Scelba nel governo del 1955 (un governo che a sinistra chiamavano il governo SS), Nenni dopo il 1956 aprì al Psi la strada che lo avrebbe portato all’unificazione socialista e al centro-sinistra, non certo all’alternativa di sinistra. E Craxi governò con la Dc financo divenendo presidente di un governo pentapartito. E’ dunque vero il contrario. Contrariamente al Psf i socialisti italiani, eccezion fatta per gli anni bui del dopoguerra, non furono mai propulsore di alcuna unità a sinistra, ma di governi di centro o di centro-sinistra. Seconda osservazione. Tutto questo é vero ma é cambiato il mondo, si dirà. I comunisti non ci sono più, il Pd é iscritto al Pse e al gruppo parlamentare europeo dei socialisti e dei democratici. Vero. Ma il Pd é la sintesi di post comunisti e post democristiani, e non a caso presenta come simboli del tesseramento prima Berlinguer e poi Tina Anselmi. Non credo che il Pd si richiami, oggi ancor meno di ieri, al filone del riformismo socialista (avete mai visto una sua sezione intestata a Saragat o a Craxi?). Ma a prescindere da tutto questo a quale coalizione di sinistra i socialisti devono per forza partecipare? A quella che si basa sulla triade Schlein, Fratoianni e Conte? Dove sta scritto che i socialisti devono stare con Landini e non con Bombardieri, dove sta scritto che i socialisti si devono alleare con Fratoianni che propone l’uscita dell’Italia dalla Nato e soprattutto coi Cinque stelle, oggi palesemente filorussi e contrari agli aiuti militari alla “martoriata” Ucraina? Devo dire che da quando esistono, mai i socialisti sono stati alleati coi Cinque stelle, protagonisti della più deflagrante manovra di scasso delle pubbliche finanze che é stata quella, da Robin Hood all’incontrario, del 110/100. Sarebbe la prima volta. Dal campo largo escono i riformisti, e da ultimo con coraggio e coerenza Pina Picierno, e troneggiano massimalisti e populisti. E’lí che devono stare per legge, quale poi, i socialisti? Lì dove non sono mai stati? Sono stati nell’Ulivo di Prodi, sono stati nella Rosa nel pugno, e il Nuovo Psi nella casa della libertà, sono stati in autonomia e tutti insieme senza raccogliere seggi ma salvando l’onore. Mai coi populisti e i massimalisti.in maggioranza. Questa é la verità. Dunque la storia ci insegna, anche quella europea, dove socialisti, socialdemocratici, laburisti stanno dove ritengono giusto ed opportuno (in Germania l’Spd sono decenni che governa coi democristiani e speriamo che alle prossime elezioni il governo riesca a reggere l’urto di una estrema destra forte e agguerrita) che non ci sono collocazioni rigorosamente definite. Non ci sono dictat, dogmi da rispettare, ordini di servizio da eseguire. La storia del socialismo è fatta di eresie. E in fondo sono state le eresie a salvare la storia. Il dogma secondo il quale i socialisti non possono che stare a sinistra mi ricorda una frase di un professore frontista che confessò: “Starei coi comunisti anche se dovessero passare sul mio cadavere”. Unitario anche dopo la morte….







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