Il nuovo schiaffo a Enzo Tortora
L’Aula della Camera ha approvato il 4 agosto 2026 la proposta di legge per l’istituzione della “Giornata nazionale Enzo Tortora in memoria delle vittime di errori giudiziari” (fissata al 17 giugno). La data é stata scelta in quanto ricorrenza, nel 1983, dell’arresto del presentatore con accuse gravissime e alla fine dimostrate palesemente false. Ma tuttavia causa di sofferenza atroce e di morte per Tortora e motivo del più grande e colpevole errore giudiziario. Il provvedimento è passato con 178 voti favorevoli della maggioranza e 97 astensioni da parte dei partiti di opposizione (Pd, M5s e Avs), scatenando forti polemiche. Reazioni di sconcerto e delusione sono arrivate anche dalla famiglia, in particolare da Gaia Tortora, che ha aspramente condannato l’atteggiamento dei partiti astenuti. Il testo passa ora all’esame del Senato. Il punto politico sta ancora nell’incapacità delle forze maggioritarie del Campo largo, la triade Pd, Avs e Cinque stelle, di divincolarsi dall’abbraccio soffocante della magistratura politicizzata. Il referendum sulla separazione delle carriere ha aperto una frattura profonda nella magistratura associata. Sulla mailing list del sindacato è emersa una richiesta di dimissioni rivolta a chi ha votato Sì, accusato di aver sostenuto posizioni incompatibili con gli scopi statutari dell’Anm (tra cui la difesa dell’attuale assetto costituzionale della magistratura). La giudice Carmen Giuffrida ha reso pubblica la polemica, denunciando un “pensiero unico” all’interno della magistratura. Certo la giornata per Tortora e soprattutto far divenire il giorno del suo arresto “giorno della memoria” per tutti gli innocenti vittime di malagiustizia è insopportabile per le toghe del no. Per questo Pd, Avs e Cinque stelle non hanno votato il provvedimento adducendo problemi di metodo quali il mancato confronto in commissione e finendo per astenersi. Azione, Italia viva e Più Europa hanno invece votato sì. Si tratta, se mai ce ne fosse stato bisogno, della nuova sottolineatura del carattere ideale e politico della triade che non prende mai posizione a favore degli imputati (l’equiparazione del procuratore della Repubblica di Napoli tra indagati, imputati e condannati che avrebbero votato sì al referendum, a dice tutta). Il caso Del Turco è un altra drammatica vicenda giudiziaria ma anche politica col suo partito, il Pd, colpevolmente silente e si potrebbero citare altri e numetosi episodi di malagiustizia nel colpevole silenzio di questa pseudo sinistra. Il recente referendum era stato già un utile spartiacque, questo voto ne è solo l’ulteriore dimostrazione. Lo diciamo non per noi o per la Picierno e Marattin e per lo stesso Calenda che una alleanza con costoro non la faranno. Lo diciamo per Renzi, per Della Vedova, per i socialisti del Psi, per quei pochi che sono sinceramente garantisti e liberali e si trovano a recitare un ruolo di sparuta minoranza in un campo che li disdegna e assume malgrado le loro posizioni atteggiamenti ancora subalterni alle toghe. Al referendun per vincere si sono inventati di tutto. Ad esempio che la politica voleva condizionare la magistratura. Quando mai? Si voleva solo rendere più autonomi i giudici dai piemme. Adesso per non votare la giornata dedicata a Enzo Tortora e a quanti sono stati vittime di errori giudiziari si inventano un mancato confronto in commissione. Se fossi in loro proverei una certa vergpgna e ai liberali del campo largo porrei questo interrogativo. Quanto vale il valore del rispetto della libertà? Piu o meno del Jobs act. Più o meno della politica economica? Più o meno della scuola e della sanità? I miei maestri, Loris Fortuna e Marco Pannella, mi hanno insegnato che davanti a tutto stanno i diritti civili. La bella iniziativa del Partito radicale di trascorrere Ferragosto dentro le carceri è una scelta di campo. In questo caso davvero ristretto. Ristrettissimo. Troppo per sentirci in pace con la nostra coscienza..







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