Le nuove coppie: Rizzo, Vannacci e Grillo, Di Battista
La prima non te l’aspetti. Che un comunista trinaricciuto faccia asse con un generale di estrema destra che considera i gay dei malati e vuole remigrare gli extracomunitari senza cittadinanza, anche quelli che hanno un lavoro e sono in attesa di ottenerla, può sembrare almeno bizzarro. E inaccettabile per i comunisti persistenti che hanno subito sfiduciato Rizzo dal suo partito. Lui ha annunciato di voler fondare un nuovo partito perchè gli piace “un generale contro la guerra”. Non specifica quale ma s’intende quella dell’Ucraina alla Russia. Ucraina che dovrebbe dunque arrendersi di fronte all’aggressore in nome della pax vannacciana. I russi immagino che, come avvenuto in Romania e come avverrà in Germania, non staranno con le mani in mano neanche in Italia appoggiando in tutti i modi i movimenti e le personalità e gli organi di stampa fedeli a Mosca o quanto meno ostili a Kiev. Certo un comunista più un generale non fa un generale comunista e Vannacci continua a erodere consensi al centro-destra. D’altra parte s’avanza una coppia che si ricostituisce. Una coppia del passato come quella di Albano e Romina. Grillo ha ripreso la campagna anti Conte sul simbolo e la politica. E Di Bsttista e i suoi pare siano pronti a presentare una lista che si collocherebbe fuori dai poli. E qui saran dolori per i Cinque stelle e conseguentemente per il Campo largo che si restringe ogni giorno di più. Grillo ha sbeffeggiato il suo movimento: “Dovevano cambiare la politica e invece la politica ha cambiato loro”. Fallimento su tutta la linea e voglia di radunare coloro che non sono stati corrotti dalla politica e di mettere in difficoltà Conte e i suoi degenerati prodotti. Le due coppie potrebbero mandare all’aria il progetto contenuto nella nuova legge elettorale che prevede un premio di maggioranza alla coalizione che superi il 42%. Un contributo utile anche per il terzo polo che a questo punta per lo sgretolamento del bipolarismo e per costruire un esecutivo esclusivamente seguendo i risultati del proporzionale. A volte, dicevano i latini, “oportet ut scandala eveniant”.







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