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L’insano abbraccio tra destra estrema e sinistra radicale

12 Settembre 2026 71 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Parliamo della destra, anzi dell’estrema destra che nel land tedesco della Sassonia-Analt ha trionfato e che tutti i sondaggi danno in testa sull’intero territorio nazionale e dell’estrema destra della Le Pen, che ha caratteristiche storiche tutt’affatto differenti ma le stesse ambizioni che solo una legge elettorale a doppio turno per le presidenziali e per il Parlamento ha tenuto lontano dal potere. Anche altrove la destra radicale ha ottenuto, o pare otterrà, risultati alquanto significativi. In Svezia i Democratici svedesi di Jimmie Akesson garantiscono il sostegno parlamentare al governo di centrodestra di Ulf Kristersson, ma ora puntano a consolidare il proprio peso elettorale. In Finlandia i Veri Finlandesi sono invece direttamente nella coalizione guidata da Pettery Orpo. Della Germania, si é detto, il risultato di Alternative für Deutschland alle regionali in Sassonia-Anhalt ha portato il partito a sfiorare il 44%, riaprendo la discussione sulla tenuta del cosiddetto cordone sanitario. E la partita proseguirà nel 2027 con le presidenziali francesi, dove il Rassemblement national punta al ballottaggio, con Marine Le Pen e Jordan Bardella già piazzati, mentre in Spagna la crescita di Vox può diventare decisiva per gli equilibri tra Partido Popular e socialisti. In Polonia, infine, la competizione tra la coalizione pro-europea guidata da Donald Tusk e il PiS rischia di essere ulteriormente complicata dalla crescita di forze ancora più a destra, come Konfederacja e la Confederazione della Corona Polacca. In Italia non basta un governo di destra, con un presidente del Consiglio di destra. Si sta affermando un movimento guidato da un generale ancora più a destra. Cosa é che accomuna questi movimenti e garantisce loro una crescita sempre più marcata? E perché, almeno in taluni paesi, la destra più radicale é vista meglio di quella più moderata dalla sinistra estrema, fino a veri e propri tentativi di aggancio politico e di futuri sostegni di quest’ultima come in Sassonia e anche in Italia? Veniamo al primo interrogativo. La crescita di un atteggiamento sempre più conservatore delle origini, della razza, della proprietà, della sicurezza, tutte categorie elevate ad assoluto inviolabile e ritenute a rischio, sono generalmente fatte risalire alla politica migratoria ostile alla chiusura delle frontiere e all’assistenza in mare e anche in terra dei migranti. L’afflusso di costoro, in particolare di quelli clandestini, viene ritenuto causa dell’espandersi del crimine e anche della competizione del lavoro sul piano occupazionale, del reddito, dell’orario. In questo quadro si inserisce la tendenza di una certa sinistra che ritiene il fenomeno migratorio funzionale ai padroni del vapore che sfruttano il minor costo degli operai. La sinistra, diciamo meno estrema, però non ha una ricetta. Dovrebbe contrapporre alla cultura della paura di una destra estrema quella della solidarietà. Solo Minniti ha capito che aiutando i paesi del Nord Africa a svilupparsi autonomamente i migranti non rischieranno di morire in mare per attraccare nel paese dei balocchi. E questo sarà anche un incentivo a favorire il rientro dei clandestini nei loro paese d’origine. Cioè la solidarietà é la base del disincentivo a fuggire dai paesi nativi e al tempo stesso un motivo per farvi rientro. Ma la sinistra balbetta un po ovunque ed é accusata di favorire un fenomeno che obiettivamente rischia di trasformare l’Europa non tanto in Eurasia, come sosteneva Oriana Fallaci, ma in un territorio parzialmente acquisito da abitudini, tendenze di vita, rapporti familiari, religioni diverse e difficili da conciliare con quelle europee, esaltando la società multirazziale e parlando un po a vanvera di integrazione. Uso il termine solidarietà e aggiungo preventiva, come sosteneva Craxi nell’incontro sul tema dell’immigrazione, peraltro solo in nuce, nel 1992. Vedeva lontano Craxi auspicando un piano di sviluppo dei paesi del nord Africa, a cui si dovrebbe poi aggiungere anche quello dell’Africa centrale e sub sahariana da cui provengono la maggior parte dei migranti del Sud. Ma dopo 34 anni le proposte operative si sono tutte arrugginite e decomposte. Anche Minniti fa ora parte per sé stesso, come predisse l’avo Cacciaguida a Dante. Il secondo motivo dell’avanzata dell’estrema destra, lo descrive Paola Concia nel suo bel pezzo su Il Riformista di ieri in cui invita a non sparare sull’Afd l’accusa di nazismo, ma ad interrogarsi sugli errori e i limiti dei suoi avversari, riguarda proprio la politica europea del Green Deal, che poteva e doveva essere meglio coniugata coi tempi di una trasformazione industriale ed energetica di ogni singolo paese. In Germania la crisi dell’automotive é pesante e la filiera industriale tocca anche altri paesi, compresa l’Italia. Non vado oltre ma cito soltanto, anzi aggiungo, gli strampalati patti di stabilità che impedivano a diversi paesi indebitati di sviluppare investimenti, bloccando uno strumento di spesa che poteva incrementare il Pil e ridurre la percentuale di debito. Infine la guerra. O meglio le conseguenze della guerra all’Ucraina e del conflitto in Iran. Per l’estrema destra Putin ha ragione a sottomettere paesi che stavano sotto il dominio russo o sovietico. D’altronde che Putin non faccia differenza tra Impero e Urss, tra Zar e Lenin, e che appoggi in tutti i modi, anche in quelli illegittimi, le tendenze della destra più radicale in Europa sostenuta anche da vasti settori della sinistra non socialista, di stampo populista, neo o ex comunista, cattolico integralista, testimonia un abbraccio, o se volete, un intreccio, confuso ma logico, di posizioni post ideologiche. Tutte vergate dal segno anti occidentale. D’altronde il fidato consigliere di Putin, Alexander Dugin, ha più volte sostenuto che l’occidente sia destinato a soccombere. La crisi o la fine dell’Occidente, della sua cultura illuministica e cristiana, delle sue liberaldemocrazie, sarà al centro di un conflitto non nucleare, ma economico, politico, tecnologico. La questione del gas, unita alla crisi petrolifera, per la chiusura e la parziale riapertura dello stretto di Hormuz, sta creando disagi e aumenti di tariffe in mezzo mondo. Ecco, questo la destra raadicale sfrutta. Un innato sentimento anti occidentale e soprattutto anti americano, la simpatia per Putin che vorrebbe solo ricreare il suo impero millenario, distrutto da Gorbaciov, soprattutto le ricadute economiche che i provvedimenti per il sostegno all’Ucraina comportano, sono un trait d’union perfetto con la sinistra estrema e populista. Sono quasi un programma comune. Rizzo non ha torto, partendo dal comunismo, ad unirsi a Vannacci. E il movimento analogo della Sassonia non ha torto a sostenere un governo dell’Afd. Me li vedo Conte, Salvini, Vannacci sfilare per le strade uniti a gridare pace. E a lasciar morire senz’armi la resistenza ucraina.

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