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Le ragioni e la dimenticanza di Carlo

4 Novembre 2026 31 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Bella l’intervista di Carlo Calenda sul Corriere e pienamente condivisibile il suo contenuto. Ha ragione il leader di Azione a definire “immorale” il bipolarismo italiano e a combatterlo con una lista alternativa (non la definirei centrista). In molti editoriali ho tentato di chiarire come il bipolarismo attuale sia anomalo anche rispetto a quello più recente, ove ad un partito egemone del centro destra di ispirazione liberale si contrapponeva uno schieramento prodiano o veltroniano di stampo riformista. Oggi nel centro destra prevale una destra per quanto rivestita di moderato melonismo ma inquinata dal sovranismo putiniano della Lega di Salvini e con il generale Vannacci in lista d’attesa, mentre lo schieramento opposto è dominato dalla trimurti Schlein, Fratoianni e Conte con Renzi volontario prigioniero in casa d’altri. Nello schieramento di centro destra i liberali, per quanto irrobustiti dalla presenza esigua di Marattin, sono timida minoranza e in quello opposto i riformisti sono o ininfluenti o mal sopportati o addirittura in fuga. Dunque lo spazio di combattimento per una lista alternativa a questo bipolarismo esiste ed è ampio. Potrebbe essere indebolito però da due argomenti. Il primo è quello del voto utile e cioè da una sorta di referendum che potrebbe svolgersi tra la Meloni e il candidato opposto (Schlein o Conte) e che potrebbe indurre l’elettorato, anche il meno convinto, a scegliere il meno peggio. A questo argomento si dovrebbe opporre quello che ho definito del “voto utilissimo” e cioè la scommessa che nessuna delle due coalizioni raggiunga il 42% e si formi dunque in Parlamento un governo riformista e liberale che escluda gli estremi segnando così la fine di questo bipolarismo anomalo. La seconda defaillance possibile del terzo polo o della lista alternativa a questo bipolarismo è costituita dagli ormai inevitabili e perniciosi conflitti interni. Già la perdita dell’apporto di Marattin e del suo Partito liberaldemocratico, anzi di una sola parte perché Marcucci pare intenzionato a non seguirlo nel suo tragitto che porta a Forza Italia, non è certo un segnale di forza. La stessa dichiarazione di Calenda che nel menzionare gli alleati (parla di Spazio pubblico di Pina Picierno, degli Europeisti, dei Popolari e di una parte dei liberaldemocratici) ignora tutti coloro che provengono da una tradizione socialista, tradisce o una colpevole dimenticanza, ma non è la prima volta, o una latente diffidenza verso questo mondo che per la veritá non aveva affatto mostrato in tutti gli incontri privati ove invece aveva apprezzato il contributo che quest’area poteva recare. Lo diciamo tanto più oggi che si è formata una Federazione dei riformatori composta dal nostro Movimento socialista liberale, da Socialdemocrazia, dal Comitato Vassalli, dal Partito socialista liberale popolare, da Risorse Umbria e dal Circolo Buozzi a cui ha aderito anche Socialismo è libertà di Claudio Signorile. A questa organizzazione è federato anche il Partito repubblicano e altri soggetti vi hanno chiesto l’adesione. Un notevole lavoro di aggregazione e di coordinamento meriterebbe non una semplice citazione ma parole di sincero apprezzamento. Anche perché forse contrariamente ad altri la nostra organizzazione non mira a conquistare candidature né primati particolari ma a sostenere un progetto politico che consideriamo fondamentale non tanto per noi ma per l’Italia.

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