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Le responsabilità serbe e le nostre

13 Ottobre 2010 820 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Andiamo al nocciolo del problema. Sono partiti da Belgrado centinaia di guerrieri serbi pericolosi e violenti, con striscioni e slogan politici. Avevano l’obiettivo di contestare la loro squadra e di impedire la partita, oltre che di seminare paura. Le autorità italiane hanno dichiarato di non essere state avvertite dalle autorità serbe. Se è così si tratta di un grave, gravissimo atto di negligenza, anzi di obiettiva complicità. Resta il fatto che circa duemila biglietti di gradinata erano stati venduti ai serbi, sapendo che si trattava di tifoseria particolarmente a rischio, e questo le autorità italiane dovevano pur saperlo. E doveva saperlo anche l’Uefa, che poteva benissimo evitare il trasferimento di questa tifoseria, come avviene in Italia in occasione di partite considerate pericolose. Dove iniziano le responsabilità di casa nostra? Iniziano dal momento i cui i tifosi serbi sono sbarcati a Genova. Le cronache parlano di gruppi di hooligans che hanno attaccato negozi, aggredito passanti, messo in subbuglio il centro della città, assaltato il pulman della loro nazionale fino a lanciarvi un fumogeno all’interno. A questi energumeni la squadra serba ha voluto riservare applausi e quel terribile tre cetnico (compreso Stankovic, purtroppo) che solo un telecronista stupido e sprovveduto ha tradotto con un “Perderemo tre a zero”. Perchè costoro non sono stati arrestati prima? Perchè non si è loro impedito di recarsi allo stadio? E ancora. Come mai agli ingressi dello stadio di Genova, dove esistono certo tornelli e prefiltraggi, secondo le normative italiane, sono potuti transitare tifosi con petardi, coltelli, sbarre di ferro, un vero e proprio arsenale di guerra? Questi delinquenti sono stati fermati e perquisiti come impongono le normative e come avviene negli stadi italiani per tutte le persone normali?  Strana quest’affermazione del resp0nsabile della sicurezza: “Come potevamo fermare duemila tifosi?”. Significa che i prefiltraggi servono solo per le persone perbene? Cioè non servono a niente? Che differenza c’era ieri sera tra uno stadio senza nuove normative di sicurezza e uno stadio dotato di tutte le normative (formali) di sicurezza? Domande retoriche. Le quali rimandano alla questione essenziale. E cioè la repressione dei delinquenti e non dei tifosi veri e pacifici. A me pare che le normative italiane in materia corrano il rischio di servire all’obiettivo opposto.

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