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I due redentori

10 agosto 2012 709 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Francamente non comprendo, se non per il clamore generato, questa iniziativa di due parlamentari (un senatore del Pd e un’europarlamentare dell’Idv) di incontrare in carcere alcuni capi della mafia. Se si tratta di una visita di routine, vabbè, si può discutere che venga riservata alla mafia e non ai poveracci che in carcere non se li fila nessuno, ma passi. Invece i due pellegrini (come i i tre socialisti italiani che andarono da Lenin a spiegargli la rivoluzione) avevano in mente niente meno che di convertire i mafiosi, quali Bernardo Provenzano, al pentitismo, spiegando loro le leggi dello Stato e le conseguenze positive che ne avrebbero ricavato. Ora, delle due l’una: o i sudetti parlamentari si arrogano magiche virtù di convincimento o sottovalutano la capacità di intendere e di volere dei loro interlocutori. I quali si saranno anche macchiati di delitti infami, ma proprio deficienti non sono e conoscono assai bene le leggi, senza bisogno che gliele spieghino i nostri potenziali redentori. Il risultato ottenuto, non c’è alcun dubbio, sarà pari allo zero assoluto, mai i nostri eroi sono già saliti agli onori della cronaca. L’idea era talmente bizzarra che i mass media non potevano non accorgersene. Non vorrei che alla fine, anzichè convincere, fossero convinti. Come capitò ai tre pellegirni socialisti a Mosca. Erano partiti per convincere Lenin e tornarono leninisti…Non penso proprio che i nostri diventeranno mafiosi. Ma può anche essere che ritornino pentiti, loro.

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