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Mare nostrum o vestrum?

3 luglio 2014 1.042 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Altri sessanta dispersi nel Mare nostrum, dopo la barca degli orrori di ieri. La situazione è sempre più insostenibile. Ha ragione Alfano a chiedere aiuto all’Europa perché l’Italia altro non è che l’attracco naturale dei paesi europei per gli immigrati africani. Ed è giusto anche ritornare a qualche forma di accordo con i paesi da cui gli immigrati partono. In primis la Libia. C’erano ai tempi di Gheddafi e non voglio pensare che fossero davvero ispirati a quegli incivilì metodi dei quali si è parlato. Ma la Libia è oggi ingovernabile. Con la fine di Gheddafi si è aperta non già la fase della nuova democrazia, ma quella del caos. I francesi, che per primi hanno voluto l’intervento, sarebbe bene si facessero più di altri carico della transizione. Ma i francesi oggi hanno altro a cui pensare, dalla Lepen che ha umiliato i partiti storici, a Hollande, presidente ancora per poco, a Sarkò, arrestato per tentativo di corruzione di un giudice. Può avere dunque anche qualche ragione il buon Salvini a rilevare che l’operazione di salvataggio in mare guidata dal nostro paese non basta, anzi può perfino rivelarsi propedeutica a nuovi sbarchi, a nuove tragedie. Naturalmente è tutto da vedere quante sarebbero oggi le vittime se in quel mare non ci fosse alcun pattugliamento, come pare preferire Salvini. E se la Lega sia interessata solo al fatto che gli immigrati non arrivino e non anche e soprattutto al fatto che vangano salvati. Anche su questo si fa una gran confusione. Ci sono immigrati clandestini e questi vanno rispediti al mittente dopo averlo verificato. Ma ci sono soprattuto immigrati che fuggono dalla guerra, dalla miseria, dalla persecuzione e dalla morte. E questi hanno diritto all’asilo.

È evidente che dal momento in cui intere nazioni, dalla Siria, all’Egitto, alla Libia, per non parlare della Palestina e dei Paesi sub sahariani, sono in preda a nuove e incontrollate tensioni, il pericolo di fuga diventa più consistente. Ecco perché mai come oggi operare per la pacificazione di interi territori significa anche offrire un contributo per raffreddare l’onda migratoria. E l’Europa deve essere chiamata sempre più a recitare un ruolo attivo. Non solo per finanziare e offrire uomini per le operazioni nel Mare nostrum, ma anche per rendere possibile la pace in quelle nazioni. Si dice che la delega nel settore estero sarà affidata a un italiano. Si parla della Mogherini. Siamo sicuri che sia la persona giusta, per un compito così rilevante?

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