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Emilia-Romagna, che bel casino…

10 settembre 2014 524 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Non so se abbia ragione l’avvocato di Richetti, renziano della prima ora, e fino a stamattina autorevole candidato alle primarie per scegliere il candidato presidente del centro-sinistra alle elezioni regionali di novembre. Perché se fosse vero che Richetti si è ritirato prima di conoscere l’avviso di garanzia che lo ha raggiunto in giornata con l’accusa di peculato, vuol dire che la rinuncia gliel’avrebbe ordinata Renzi in persona. E siccome Renzi aveva definito le primarie emiliano-romagnole “un bel casino”, allora vorrebbe dire che lo stesso Richetti, persona dolce e stimabile, avrebbe semplicemente accettato un veto nazionale per risolvere il casino.

Meglio pensare che sia invece stato l’avviso di garanzia a imporgli la rinuncia. D’altronde, in una regione dove il presidente Errani, per una questione giudiziaria, aveva dato le dimissioni, meglio non insistere. Anche se Richetti è solo indagato e non sentenziato. In corsa stanno adesso in due: a questo punto il favoritissimo Bonaccini, segretario regionale e membro della segreteria nazionale, prima bersaniano e poi renziano, e Balzani, sindaco di Forlì, che spera nella manna piovuta dal cielo di voti esterni. Pare che ormai le primarie non rappresentino più “un bel casino”. Anzi tutto paradossalmente pare sistemato in una regione che da sempre considera le decisioni nazionali come ordini ai quali uniformarsi.

Nella storia delle sinistra, del Pci e del Psi, l’Emilia-Romagna ha conosciuto rarissimi casi di dissenso politico e solo un caso di eresia. Quest’ultima é stata interpretata dai cosiddetti magnacucchi. Nel 1951 Magnani, segretario del Pci di Reggio Emilia, seguito tra gli altri dal deputato e medaglia d’oro alla Resistenza Cucchi di Bologna, ruppe clamorosamente col grande partito e Togliatti li definì entrambi spregiativamente “pidocchi”. Per il resto la sinistra dell’Emilia-Romagna è sempre stata allineata e coperta. Sempre coi segretari. Sempre coi vertici. Solo esigue minoranze critiche si agitavano, poco, qua e là. E quando i segretari cambiavano, allora cambiavano anche le appartenenze.

Un po’ quel che si è verificato anche oggi nel Pd emiliano-romagnolo, a stragrande maggioranza bersaniano e oggi a stragrande maggioranza renziano. Che male c’è? Ieri come oggi sempre dalla parte del segretario, chiunque sia. Siamo uniti e coperti. E poi quelli dell’Emilia da sempre portano voti, al Psi ne portavano meno, e non solo voti. Oggi gli ex comunisti, pidiessini. diessini, con l’aggiunta di ex margheriti e giovani che non sono ex, hanno una grande, unica opportunità. E cioè di stare dalla parte di ben due segretari. Di quello nazionale e di quello regionale. Altro che primarie e casino. Ordine e disciplina…. All’ultimo momento viene diffusa la notizia che l’avviso di garanzia per peculato avrebbe raggiunto anche Stefano Bonaccini, il quale però non ha dato segnali di rinunce. Se rinuncerà anche lui resterà il solo Balzani. A questo punto niente primarie. L’unico candidato sarebbe il prescelto. Altro che casino, casinissimo…

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