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Il partito della nazione

23 ottobre 2014 516 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Diamo uno sguardo alla possibile evoluzione del sistema politico italiano. Non vi è dubbio che il dinamismo, o se volete la spregiudicatezza, di Renzi gli sta dando un grande impulso. Vediamo le ultime novità. Mi pare si possano condensare in due idee, che però sbaraglierebbero il campo da qualsiasi tendenza alla conservazione dell’esistente. La prima riguarda la legge elettorale e in particolare l’ipotesi di un premio non già alla coalizione, ma alla lista. Non si tratta di una proposta nuova. Già i grillini, che non sono coalizzabili, l’avevamo suggerita. A questo Renzi non aveva opposto pregiudizi. Berlusconi invece si. Perché adesso Renzi, forte del patto del Nazareno, la rilancia? Evidentemente Berlusconi ha cambiato posizione, o gli ha fatto balenare una qualche disponibilità.

Se Berlusconi puntava sulla coalizione per tentare di vincere, o quanto meno di partecipare con qualche larvata speranza di vincere, adesso il capo di Forza Italia capisce che mettere insieme un’aggregazione che va da Alfano a Salvini è impossibile, e perfino controproducente per la sua stessa forza politica o per quel che ne rimane. Meglio allora secondare l’amico Matteo alla vittoria, difendere qualche posizione politica ed aziendale, e godere della fine degli ex comunisti, suoi nemici storici. Alfano e Salvini vadano a farsi benedire con i loro simili. Alfano forse nel mondo di nessuno, con uno sbarramento al 4 o al 5 per cento, Salvini costruendo la sua destra estrema alla Le Pen. Renzi lancia così la seconda idea. Che è quella del partito della nazione. O della Leopolda. Che non è il Pd, ma una sorta di progetto di lista onnicomprensiva che guarda ovunque, da sinistra a destra.Il progetto del partito della nazione, di stampo vagamente riformista, nonha competitori a sinistra, inutile farsi illusioni. Sel, già in preda a una scissione con il gruppo di Migliore che sta aderendo al Pd, con una legge elettorale che premia la lista, non ha funzione politica. E così gli oppositori di Renzi che per ora rivendicano solo la possibilità di concepire il partito alla stregua di una confederazione. Lasciamo perdere la definizione. Ma cosa sarebbe concretamente questa lista della nazione, cioè di un centro-sinistra, che ha l’obiettivo di prendere anche voti a destra? Cioè di un blairismo all’italiana o di un craxismo che non si concretò, perché Craxi non si spinse mai fino a lì. Altro non sarebbe che una lista confederativa.

Nella lista dovrebbero convenire un po’ tutti. Forse anche quel che rimane di Sel per non essere esclusa, noi, quel che resta del centro, di Scelta civica, non so Alfano e Casini. Difficile poter tornare con Forza Italia dopo aver governato quattro o cinque anni con Renzi e per di più col veto di donna Francesca. Una rivoluzione? Si. Ma attenzione. Una rivoluzione all’italiana. Perché fatta la legge gabbato lo santo. Se esisteranno liste non sempre le liste equivarranno ai partiti. Anzi. Per arrivare primi c’è bisogno di tutti. E Renzi dovrà pagare un prezzo anche ai piccoli, anche per allargare i confini politici del Pd, che diventeranno utili e che potranno, se lo vorranno, mantenere le loro autonome strutture. Vedremo. Intanto queste sono le inevitabili conseguenze delle ultime novità. Sciocco far finta di niente.

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