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Ruby gate, i reati non c’erano

12 marzo 2015 712 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Dunque anche la Cassazione dopo la Corte d’Appello ha giudicato Berlusconi non colpevole a proposto dei due reati di concussione e di induzione alla prostituzione che gli erano stati contestati dai piemme milanesi e che avevano trovato riscontro positivo in prima istanza. Giusto così. Come in poche battute hanno fatto i giudici francesi a proposito del caso Strauss Khan, forse anche più complicato di quello di casa nostra, una cosa sono i peccati, altra reati.

Si è tentato di montare un caso morale e politico. Anzi attraverso la morale si è puntato direttamente alla politica. Se una più o meno simile vicenda avesse investito un cittadino meno famoso ed esposto avrebbe prodotto una serie così numerosa e dispendiosa di intercettazioni e di indagini? Ne dubito. Giusto nutrire riserve e anche lanciare rimproveri a un presidente del Consiglio che telefona per raccomandare una ragazza e per poi affidarla a un consigliere regionale e a sua volta a una prostituta. Giusto nutrire altri dubbi sulla ossessione di possedere un harem di giovani fanciulle tutte più o meno mantenute. Ma dov’è il reato? Conoscere esattamente l’età di Ruby? E chi mai può dimostrarlo?

Poi anche sul piano morale guai a noi se esistesse un collegio di esperti che giudica i comportamenti di ognuno di noi. Vale il vecchio detto evengelico e cioè “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Noi che siamo laici dobbiamo anzi diffidare dei sacerdoti dell’integralismo della morale che puntano a punire i peccatori. Questo però francamente non credo sia stato l’obiettivo della magistratura milanese. Sono prevalsi piuttosto i soliti pregiudizi di ordine politico, che dal 1992 fanno di quella Procura la più politicizzata d’Italia.

Ha fatto bene Renzi a prescindere dagli atti milanesi e considerare Berlusconi un soggetto politico con cui dialogare e da sconfiggere elettoralmente. Io che non sono mai stato antiberlusconiano, come la stragrande maggioranza degli elettori del vecchio Psi, ma che ho lasciato la maggioranza della Casa delle libertà per aderire alla Costituente socialista, sono contento che ieri Berlusconi sia stato assolto e sono altresì convinto di avere fatto bene a scegliere l’unità dei socialisti e non il berlusconismo politico.

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