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Verso la Conferenza programmatica

26 settembre 2015 640 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Con Gigi Covatta stiamo lavorando su progetti e proposte concrete. La segreteria di martedì dovrà discutere data, luogo, impostazione della conferenza programmatica. Parto da tre premesse. Noi siamo un partito storico. Abbiamo il dovere di essere guardiani di una tradizione, che è oggi oscurata da tutti. Il Pd è partito socialista europeo, ma in Italia ha un passato comunista e democristiano. Esalta Berlinguer e rilancia L’Unità e le sue feste. Si può essere socialisti senza identità socialista, anzi rinnegandola in funzione di altre due storie che col socialismo italiano poco o nulla hanno a che fare? E contemporaneamente oscurando il passato di chi socialista era prima che lo diventassero i nostri oscuratori?

Ma se questo fosse l’unico nostro motivo di esistenza potremmo creare una fondazione (tra l’altro in Italia fondazioni e associazioni socialiste sono nate come funghi e non si riesce neppure a metterle a sistema e a coordinarle creando un unico archivio). Noi siamo anche un partito politico, anzi siamo l’unico partito storico che dispone di una rappresentanza parlamentare. Dunque, seconda premessa, non dobbiamo solo esistere, ma dimostrare di esistere. Oppure dare ragione a coloro che pensano che altro non vi sia che arrendersi al Pd, come Di Lello, o al polo di sinistra di Vendola, Civati e Fassina, come Bartolomei. Il silenzio e la mancanza di proposte favorisce l’una o l’altra delle due scelte.

Dunque, la terza premessa è d’obbligo, occorre precedere a sviluppare battaglie nostre, sfruttando l’autonomia che dobbiamo utilizzare sia pur in un rapporto di alleanza col PD, che non è in discussione. Alleanza, dicevo, possibile se verrà modificato l’Italicum che le alleanze le nega col premio di lista. Sull’Avanti ho esposto quattro temi tentando di individuare alcune proposte specifiche che non intendo qui ricordare ma che sono un contributo per l’apertura di un confronto. I temi sono: la democrazia, il lavoro, la sicurezza, la libertà. Possiamo noi su questi temi e sulle proposte concrete che ne derivano caratterizzarci con iniziative politico-parlamentari? Lo possiamo, lo dobbiamo fare. Ho avuto modo di affermare, volutamente esagerando, che dobbiamo dotarci di fucile ed elmetto. Voglio dire che anche le buone idee senza il coraggio necessario rischiano di essere insufficienti. Le buone idee per essere vincenti presuppongono la voglia di battersi. Che la conferenza programmatica sia un momento di svolta e di rilancio dell’iniziativa socialista.

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