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L’espulsa

14 gennaio 2016 386 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

La sindaca Capuozzo è stata espulsa dai Cinque stelle. Il guru Casaleggio e il suo clan informatico hanno puntato il dito riverso contro una donna senza difensori. Di cosa si sia mai macchiata costei è un mistero. Pare che le venga imputato un sottotetto in deroga nella sua abitazione. Roba da dilettanti. È invece fuori di dubbio il suo merito. E cioè quello di non aver ceduto ai ricatti di un consigliere in combutta con una famiglia camorristica. E di averli denunciati al punto che costui è stato escluso dal movimento. Non solo. La Capuozzo, da quel che si legge, ha anche avvertito i vertici del suo partito a Roma, invitandoli a muoversi fino a ipotizzare un comissariamento del suo comune.

Nessuno dei dirigenti nazionali dei Cinque stelle pare averla presa troppo sul serio. Tanto che solo le notizie rimbalzate sui giornali li hanno convinti ad agire. Come, però? Commissariando la vittima. Cioè la stessa Capuozzo, che le malefatte aveva denunciato, invitandola a dimettersi da sindaco. Lei, sentendosi trasformata in colpevole, naturalmente resiste e com lei i consiglieri grillini anch’essi espulsi dal movimento. Il paradosso sembra un capolavoro da tribunale dell’inquisizione. E trova riscontro nelle parole di Casaleggio, il Torquemanda a Cinque stelle: “Il movimento è tutto, le poltrone (cioè le persone) sono nulla”.

Questo è quello che del resto è sempre avvenuto. Le decine di parlamentari espulsi sono la dimostrazione di quanto tengano alla dignità delle persone costoro. Come i vecchi comunisti stalinisti ciò che conta è il partito. L’unica variante è che negli anni cinquanta le radiazioni venivano decise dal gruppo dirigente o componenti della commissione dei probiviri, adesso vengono ratificate dal web. Si tratta di una sorta di ricorso al tribunale del popolo in chiave informatica, triste imitazione di rivoluzioni autoritarie. Volete Gesù o Barabba e il popolo scelse il brigante. Come nelle forche dei giacobini o negli spettacoli circensi dell’antica Roma. Volete la guerra? E il popolo di piazzale Venezia esultò.

Mauro Del Bue
Mauro Del Bue
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