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Stepchild tension

22 gennaio 2016 362 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Sembra un giallo all’italiana questa legge sulle unioni civili. La Chiesa si è già data da fare, anche se la sua parte meno conservatrice e più vicina a Papa Francesco non scende sul sentiero di guerra. Mi ha impressionato la lunga intervista di Monsignor Ruini per il quale non possono esistere diritti di coppia per gli omosessuali, ma solo diritti individuali. È un preoccupante ritorno indietro sul tema della laicità. Perché è evidente che un conto sia il richiamo al popolo dei cattolici, che è un richiamo etico e di osservanza assolutamente legittimo, altra cosa sia invece un richiamo allo Stato a uniformarsi all’etica ecclesiastica.

Alzi la mano chi riesce a rispondere a questa domanda. Perché solo in Italia qualsiasi legge, anche moderata, anzi la più moderata, in materia di riconoscimento dei diritti delle persone, e in particolare di quelli che mettono in discussione i dogmi della Chiesa, producono tensioni, opposizioni, manifestazioni e Family day? Credo che la risposta sia semplice. Questo avviene nonostante Papa Francesco abbia aperto una nuova fase e con quel “Chi sono io per giudicare” abbia messo all’angolo quel corteo di giudici impietosi dell’ortodossia cattolica, richiamandosi non solo a quel “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” che è la prima clamorosa tesi di laicità dello Stato e di sua separazione dalla religione, ma anche alla teoria della Misericordia a cui il suo Giubileo è ispirato. Resta il fatto che il 28 gennaio la legge Cirinnà andrà in Aula e già son pronti 6mila emendamenti per farla fallire. E perfino il Pd si presenta diviso e i dissenzienti hanno la coscienza libera ed evidentemente la sottraggono a un partito che non la possiede.

Ho già richiamato sia i Paesi che in Europa e nel mondo si sono dotati di leggi sui matrimoni omosessuali, con parità di adozione rispetto alle coppie eterosessuali. Sono oggi la maggioranza dei paesi europei dove nessuno adombra il rischio di uteri in affitto maggiorati. Anche perché l’adozione, essendo parificata, è possibile senza ricorrere ad altre pratiche. Si è scelta la legge più moderata, quella in vigore nella democristiana Germania che non provoca l’equiparazione degli omosessuali agli eterosessuali, è questo minor diritto potrebbe contrastare con le sentenze della Corte di Strasburgo, tanto che si parla di semplici unioni ciivli trasformate in “Formazioni sociali specifiche”, gergo astruso usato anche per evitare qualsiasi fraintendimento. Tali unioni non danno la possibilità di adozione di figli. Ne danno solo una, quella della cosiddetta “stepchild adoption”, nel caso uno dei due sia padre naturale e, in base alla legge attuale, contrariamente a quel che avviene nelle coppie eterosessuali, non possa essere riconosciuto dal partner.

Questo fa gridare al rischio di ricorrere, non in Italia, ma all’estero, all’aborrita pratica dell’utero in affitto, che é poi oggi utilizzata sia dalle coppie eterosessuali sterili, sia dalle coppie omosessuali, anche senza la legge Cirinnà. E senza aver provocato finora alcuna reazione. D’altronde non si capisce perché allora non si parli anche di inseminazione artificiale, pratica in Italia che sarebbe vietata dalla Legge 90 fatta a pezzi dalla Corte. La differenza è che la nuova legge consente a quei figli di avere due genitori e non solo uno. Dunque è una legge in funzione di una maggiore tutela dei minori. Eppure su questo, sulla assoluta falsificazione della realtà, e confondendo un effetto con la sua causa, si mobiliteranno in tanti sotto le insegne della difesa della famiglia tradizionale, ma in realtà per schierarsi contro le tante famiglie che tradizionali non sono. Un Family day che non protegge, ma attacca e nega i diritti, che comprime quelli di una minoranza, è un atto di semplice arroganza. Per questo i socialisti, in nome dei principi dell’illuminismo e della ragione, non vi parteciperanno. Orgogliosi della loro coscienza laica. Che trattengono, proteggono, esaltano e non delegano, come il Pd, alla libertà dei singoli. Noi non abbiamo mai lasciato i nostri parlamentari liberi di votare contro la legge sul divorzio e l’aborto, perché questi temi fanno parte della nostra identità, per la quale si aderisce e si convive in una comunità politica.

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