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Idee in Avanti. Nel libro di Del Bue tre anni di direzione dell’Avanti

2 maggio 2016 260 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Nella prefazione di Ugo Intini e nell’introduzione di Fabio Fabbri c’è il succo del libro di Del Bue che contiene i principali interventi sull’Avanti in questi tre anni di sua direzione. Scrive Intini: “Hanno visto giusto il direttore Mauro Del Bue, Carlo Correr e i loro collaboratori nel puntare sull’Avanti on-line. In mancanza di mezzi sufficienti era una scelta obbligata per tenere comunque alta la bandiera del quotidiano socialista, ma si sta dimostrando lungimirante. Anche perché Del Bue, nato e cresciuto con la carta stampata (ricordo tra le altre la sua Copertina Libro Mauro Del Bue Idee in Avantimonumentale opera sul glorioso socialismo di Reggio Emilia), ha saputo (non era né facile, né scontato) convertirsi al formato elettronico, che richiede uno stile più discorsivo e soprattutto testi più brevi”. E ancora: “Il cuore è sempre lo stesso. L’Avanti ha un suo spirito che si tramanda attraverso il tempo per una ragione misteriosa (misteriosa a chi non è socialista). Me ne accorgo una volta di più rileggendo i testi di Del Bue, che mi trovano d’accordo, anzi, di più, in sintonia, quasi al 100 per cento”.
Fabio Fabbri, già ministro e presidente del gruppo dei senatori socialisti, affresca un elegante e simpatico ritratto del direttore dell’Avanti! in una introduzione intitolata “Il romanzo di Mauro Del Bue”. Scrive Fabbri: “Ho soprattutto apprezzato lo stile della narrazione, nutrito di buona cultura generale, di cultura storico-politica in particolare, di misura e di rispetto delle ragioni delle controparti nella polemica politica. Il tutto condito con un vivace, ma rispettoso, ricorso all’ironia. Se cerco qualche precedente nello stile dei direttori del quotidiano socialista che lo hanno preceduto lo trovo nell’argomentare di Gaetano Arfè e di Franco Gerardi”. Di Del Bue Fabbri ricorda il contesto reggiano ove si colloca la sua formazione politica, fondata sul riformismo prampoliniano da un lato e dall’altro su un forte conflitto col Partito comunista, storicamente egemone in quel territorio e che emerge anche nel ritratto che Del Bue tratteggia di Maurizio Landini definito “uomo vogue della Cgil”. È di Reggio Emilia come Del Bue e, scrive il direttore dell’Avanti, “a Reggio Emilia ci si conosce tutti o quasi. E coloro che fanno politica si salutano quando si incontrano per strada o nei bar. Con più o meno calore. Ad esempio, quelli della Fgci salutavano noi, giovani socialisti, con un cenno del capo, mentre invece omaggiavano i giovani extra parlamentari di sinistra con un “ciao” più un sorriso. Questione di feeling”.
In diversi fondi Del Bue si diffonde su Renzi usando l’alfa privativa, come faceva Lombardi col comunismo. Anche se poi gli riconosce “la tempra del combattente, la capacità di sfidare gli avversari interni e di attrarre consenso anche da parte di quelli esterni”. Ma avverte che “la politica non è una giostra. È un dovere civico pesante. Non è fatta solo di sfide, ma anche di lacrime e di quell’altro ingrediente spesso ricordato dal nostro Formica”.
Da leggere il suo profilo di Claudio Martelli, che annota Fabbri, “conferma l’ammirazione del discepolo nei confronti del maestro”. E in particolare il modo col quale tratteggia il conflitto tra Craxi e Martelli: “Metà governo, metà movimento, metà pragmatismo, metà creatività. Erano complementari, si compensavano. Bettino aveva il carisma del capo, ti dava sicurezza, era convito di vincere e con la sua onda lunga tranquillizzava e aggrediva i perplessi (…). Quando Craxi e Martelli divennero due persone distinte, non potevano trovarsi concordi. All’uno mancava la metà dell’altro”.
Il libro di Del Bue è diviso per temi. Tra questi da segnare i suoi “Ritratti d’autore” dedicati ai principali protagonisti della politica italiana (tra i quali la Pascale il suo cane Dudù), ma anche quello relativo alla storia (con approfondimenti su Matteotti, Anna Kuliscoff, Nenni, Saragat, Gnocchi Viani, Cesare Battisti, Venerio Cattani, Pietro Ingrao, Mauro Ferri e altri); il capitolo sul Psi, con la pubblicazione delle sue relazioni al Convegno di Viterbo, sullo Stato e alla Conferenza programmatica) nonché la parte dedicata alla giustizia e al garantismo. Ve ne compare uno dedicato anche al caso C.
Credo che i socialisti italiani non lo possano mai dimenticare.

Il libro è in vendita al prezzo di € 24, ma per i lettori dell’Avanti! e di Mondoperaio
ha un prezzo speciale scontato di € 20 (comprese le spese di spedizione)
Per acquistarlo scrivere a: mondoperaio@mondoperaio.net
o telefonare a: (0039) 06 68307666

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