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Cretinismo politico?

3 novembre 2016 148 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Lenin aveva parlato del cretinismo parlamentare, come errata convinzione che si potesse usare questo strumento, eletto dal popolo in regime borghese, in luogo della lotta di classe per fare la rivoluzione. Poi abbiamo visto dove sono finiti i regimi comunisti senza un parlamento eletto democraticamente. Eppure non si può negare che anche i parlamenti, e non solo quello italiano, siano talora mal gestiti e che al rispetto del popolo e all’interesse collettivo siano talora state anteposte esigenze di sopravvivenza, di continuità, di conservazione e che la filosofia parlamentare che viene cosi comunemente intesa, soprattutto in Italia, sia quella della priorità dell’autotutela.
Quando Renzi decise di sostituire Letta fece proprio presa su questo. E cioè sulla garanzia data ai parlamentari che la Legislatura non sarebbe stata interrotta, ma anzi avrebbe avuto una durata quinquennale ed ebbe facilmente la meglio. La testa di Letta poteva rotolare in cambio di cinque anni di vita parlamentare. Eppure in questi 22 anni abbiamo assistito a veri e propri autogol, a leggi elettorali che dovevano far vincere chi le proponeva e che invece hanno sortito opposto effetto. Anziché pro domu sua la maggioranza ha finito per varare leggi contra domum suam. Cominciamo con l’enfasi che prese la sinistra a cavallo di Tangentopoli per il maggioritario. Sempre la sinistra italiana era stata proporzionalista. Con Turati e i suoi aveva a lungo combattuto per la legge che prese forma nel 1919, con Togliatti e Nenni si schierò a muso duro contro la legge (che non era per niente truffa) del 1953.

Arrivò il referendum Segni del 1993 e la sinistra gridò vittoria, votando poi in Parlamento la legge Mattarellum che ne fotografava l’esito. Vinse Berlusconi con l’accordo di Lega ed ex Msi, più Ccd di Casini. Il maggioritario voluto dalla sinistra favorì la destra. Nel 2006 il centro-destra era in crisi e pensò bene di cambiare il Mattarellum. Approvò pochi mesi prima del voto una nuova legge elettorale che il suo promotore volle battezzare Porcellum, senza collegi uninominali, con liste bloccate, sbarramenti molto bassi. E vinse Prodi. Non solo, ma da un’apposita ricerca si dimostrò che se si fosse votato con la legge precedente avrebbe vinto Berlusconi. Anche masochisti?

Passiamo all’oggi. Il Pd ha voluto approvare una nuova legge chiamata Italicum, proprio perché le sue norme, vedi ballottaggio di lista, esistono solo in Italia. Da tutti i sondaggi risulta che proprio grazie al ballottaggio vincerebbe Grillo. I grillini però non fanno eccezione, giacché contestano la legge che li farebbe vincere e ne propongono una, di tipo proporzionale, che li farebbe perdere. Io non so cone chiamare questa tendenza generale a farsi del male. O è, ma non credo, volontà preordinata di sconfitta o è vero e proprio cretinismo politico. Opterei per questa seconda ipotesi e non sono mai stato leninista…

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