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L’attentato di Sarajevo…

6 aprile 2017 103 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Lo hanno chiamato così, per parafrasare quello che scatenò il pretesto della prima guerra mondiale, quando l’Austro-Ungheria altro non aspettava per attaccare la Serbia. Dicono che Renzi e il suo Pd attendesse, non già un attentato mortale come fu quello che costò la vita nel giugno del 1914 al principe ereditario e a sua moglie, ma un semplice tranello capace di mettere sotto la maggioranza per chiedere l’anticipazione delle elezioni. Non penso neppure gli convenga. Credo invece che la Sarajevo del Senato sia l’inizio del conflitto sulla nuova legge elettorale. Il vertice del Pd ha gridato contro il tranello teso in commissione Affari costituzionali del Senato ove al posto del candidato ufficiale del Pd e della maggioranza di governo Pagliari é stato eletto un senatore del’ex Nuovo centro destra e oggi Alternativa popolare Torrisi, anche coi voti di tutte le minoranze.

Dietro questi due candidati ci sarebbero due tendenze di riforma elettorale opposte. Quella di Pagliari, di stampo maggioritario, quella di Torrisi, di stampo proporzionale. E siccome la commissione ha il compito di iniziare la discussione sui progetti di legge appare piuttosto rilevante il cambio di presidente. Lasciamo stare il fatto che ancora una volta il gruppo dirigente del Pd ha sbagliato a fare i conti, perdendo anche qualche pezzo al suo interno. E concentriamoci sulla riforma della riforma dell’Italicum, giacché la legge originaria é stata già sostanzialmente riformata dalla Corte costituzionale.

In campo il Pd ha messo ufficialmente il Mattarellum, che rappresenta una profonda revisione dell’impostazione dell’Italicum ma ne mantiene il carattere parzialmente maggioritario, anche se esclude l’inveramento del mantra sul vincitore proclamato la sera delle elezioni. Il Mattarellum contiene un 75 per cento di maggioritario uninominale e un 25 per cento di proporzionale. Non è affatto detto che i conti alla fine segnalino una lista o una coalizione (nel Mattarellum le coalizioni sul maggioritario diventavano liste) con la maggioranza assoluta. Resta il fatto che oltre alla Lega nessuno si é dichiarato disponibile a ragionare sul Mattarellum. Ma è difficile che il Renzi e Salvini possano approvare una legge elettorale insieme. Una sorta di Renzsalvellum…

Più realistico allora partire dall’Italicum, riformato dalla Corte, legge oggi in vigore alla Camera, e dal Costituzionellum, cioè dal Porcellum così come a sua volta precedentemente stravolto dalla stessa Corte, che è legge per il Senato. Intanto esiste un problema di omogeneità tra i due sistemi, ma prima ancora esiste il tema del modello da omologare. Oggi la legge della Camera dispone la norma del premio di lista al 40 per cento. Mi sembra follia. A meno di creare le condizioni per liste di coalizioni. Ma per il centro-sinistra questo é un grande problema. Più semplice per il centro-destra anche se tarperebbe le ali a Berlusconi per eventuali separazione postume. Ideale per il movimento Cinque stelle, unica forza non coalizzabile. Ci pensi bene il Pd.

Animato da una strana tendenza al suicidio il ministro Orlando propone poi una vera e propria stravaganza e cioè il premio di governabilità che se applicato alla prima lista oggi sarebbe a vantaggio dei Cinque stelle, mentre solo se applicato alle coalizioni potrebbe portare qualche vantaggio o al centro-destra o al centro-sinistra. Difficile tuttavia comprenderne il senso. Anche la legittimità. La legge dovrebbe prevedere due premi, uno di maggioranza, per la lista o la coalizione che raggiunge il 40 per cento, e uno per la governabilità, per la lista o la coalizione che arriva al primo posto. Ma a cosa servirebbe se il premio di governabilità non assicura la maggioranza? Non é meglio allora abbassare il premio di maggioranza al 35 per cento, punto e a capo? Vedremo. Massima é la confusione sotto il cielo di Sarajevo… La guerra sull’Italicum, non per Trento e Trieste, è alle porte.

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