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Idee in Avanti

16 marzo 2018 100 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Ci ho pensato a lungo. Ci sono tanti lettori dell’Avanti, alcuni iscritti al Psi e altri no. Tanti amici e compagni che scrivono, intervengono, commentano, qui e su Facebook. Tanti che hanno voglia di parlare, di confrontarsi, di dare un contributo. Avevo lanciato tempo fa un’idea simile che non venne raccolta. E cioè quella di aggregare giovani corrispondenti dalle regioni, inserendo pagine locali, che avrebbero potuto ottenere il titolo di giornalista pubblicista dopo il numero di anni richiesto dalle norme dell’Ordine, che avrebbero potuto circondarsi di collaboratori anche per la raccolta pubblicitaria con una percentuale concordata da mantenere. Avevo pensato a una struttura agile, non a un contropartito, ma ad una forma di partecipazione a un partito nuovo.

Mi sono sempre chiesto. Se qualcuno vuole avvicinarsi a noi, noi cosa possiamo offrirgli? Una candidatura senza possibilità, quasi ovunque, di elezione, la nomina in qualche organo di partito che non viene quasi mai riunito e dove si litiga sul segretario? Questo problema non riguarda solo noi, sia chiaro. I partiti non esistono più in quanto tali. Esistono liste elettorali. Esistono nomine in enti pubblici. Esistono primarie o congressi, pochi per la verità, dove si svolgono conte di delegati o di votanti. La nostra piccola comunità ha inaugurato un modo all’incontrario di svolgere congressi ed elezioni. Al congresso ci si unisce e alle elezioni ci si divide. Nenni sosteneva l’idea opposta. Con qualche logica.

Noi siamo portatori di tre dimensioni a cui dedicarci. La prima é proprio quella editoriale e storica, alla quale l’Avanti, ma anche Mondoperaio, e la stessa Associazione di Gennaro Acquaviva, danno espressione. Tra poco presenteremo, anche grazie al lavoro prezioso di Ugo Intini, la digitalizzazione completa del nostro quotidiano, dal Natale del 1896 al 1993. Poi esiste una seconda dimensione ancora viva ed é quella amministrativa, costituita dalle centinaia di amministratori socialisti sparsi per l’Italia da difendere e valorizzare e se si può da incrementare. E ne esiste una terza, quella politica nazionale sulla quale dovremo operare una serena e definitiva riflessione.

Immaginare una comunità socialista sempre meno organizzata nelle vesti di un partito e sempre più nei panni di un movimento articolato e magari federato da circoli, da associazioni, da gruppi locali e da strumenti editoriali e amministrativi non sarebbe sbagliato. L’Avanti potrebbe oggi fornire un suo contributo creando la sua associazione con amici e compagni, donne e giovani, che hanno voglia di confrontarsi e di fare politica. Un modo per creare uno spazio, da riempire al di fuori del furore col quale qualcuno intende affrontare i nostri problemi interni. Personalmente non sono interessato a inutili e stancanti conflitti entro le trincee di una comunità che sul piano politico nazionale non riesce a incidere. Preferirei dedicarmi a fornire qualche concreto contributo per far riemergere dalle catacombe una storia e per creare qualche presupposto per un nuovo inizio di una forza riformista ed europeista in Italia. Con l’Avanti e attraverso una comunità socialista aperta e flessibile.

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