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Il gioco del governo

28 marzo 2018 120 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Una volta c’era il gioco dell’oca, poi quello delle tre carte e il Monopoli coi dadi e tanti soldi finti. Adesso é di moda il gioco del governo. Talk show televisivi sono da due settimane intensamente dedicati alle previsioni del futuro governo italiano. Sarà un Cinque stelle-Pd, un Cinque stelle-Centro-destra, un Cinque stelle-Lega, un Centro sinistra-Centro destra benedetto dal presidente? Quali quote sul primo? Molte all’inizio. Giornalisti profeti si dichiaravano sicuri della magica formula senza considerare bene i numeri. Servirebbe tutto il Pd o quasi tutto, ma Renzi non aveva escluso per il suo partito una accordo coi grillini e i suoi oppositori interni anche?

Dietrofront allora. Si scommette su un governo Cinque stelle-Lega. D’altronde se hanno individuato un accordo sui presidenti di Camera e Senato…. E invece no. Si inserisce quella vecchia volpe arrugginita di Berlusconi e la presidenza del Senato va a Forza Italia (in cambio la Lega si accontenta della leadership di Salvini sulla coalizione e di Fedriga candidato governatore in Friuli). Ma per la presidenza del Senato niente accordo sul candidato azzurro Romani, per via di un’indagine giudiziaria che lo ha coinvolto. Vedremo come finirà. I Cinque stelle vogliono la Camera per tagliare i vitalizi e resto senza parola. Ma Berlusconi ha fatto di più. Ha delegato Salvini a trattare coi Cinque stelle a nome di tutto il centro-destra. Dunque anche a nome suo.

Possibile un governo Di Maio sostenuto dal caimano? Chi punta un euro è un temerario. Cosa resta? Il governo del presidente. Ma quale? Un governo presieduto da un uomo super partes (ma esiste?) e poi appoggiato da chi? Per passare senza i Cinque stelle dovrebbe appoggiarlo o astenersi tutto il Centro-sinistra e tutto il Centro-destra (Salvini compreso). E’ ipotizzabile? E poi dovrebbe durare poco e lasciare, per quel poco, i grillini all’opposizione che diverrebbero vittime perché escluse e si rafforzerebbero ulteriormente visto che oggi il potere logora chi ce l’ha. Sembra un pasticcio inestricabile, un giallo di Dario Argento senza finale. Eppure qualcosa uscirà. Difficile pensare che si voglia davvero tornar subito al voto, con la stessa legge e con parlamentari appena eletti che dovrebbero subito retrocedere al ruolo di candidati. La politica é un arte mobile. Tutto può succedere. Soprattutto se la via dello scioglimento é quella più dannosa per la maggioranza, forse grillini esclusi. Scegliere la strada peggiore ha un nome: suicidio. Non penso che Berlusconi, coi suoi 82 anni, così attento alla sua immagine plastica, ci abbia mai pensato…

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