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Cresce il razzismo e Reggio tace (da Il Resto del Carlino del 4-9-2018)

4 settembre 2018 228 views No CommentStampa questo articolo Stampa questo articolo

Ho letto commenti allucinanti su un sito di un amico che ho provveduto a cancellare. Il più morbido era che dei migranti non se ne può più, il più estremo é che devono essere buttati in mare e fatti affogare. Poi ce n’é uno che recita cosi: “Neri non ho parole, bastardi bastardi bastardi bastardi. Fino a l’infinito e ancora bastardi. Viva Salvini”. Non credo siano opinioni marginali. Penso che questo sia un umore molto profondo in Italia, al quale personaggi come Salvini stanno dando un contributo evidente. Con costoro non parli di leggi, di Costituzione, di percentuale rapportata a quella di altri paesi, non parli di diritto d’asilo. Mi dispiace dirlo, ma non sono fascisti, sono razzisti. Il fascismo fino al 1938 non fu mai razzista, al contrario del nazismo. Il fascismo aveva alla sua base ideali che scaturivano da una guerra vinta e dall’opposizione alla rivoluzione bolscevica, costoro hanno solo egoismo e arroganza, unite a un alto tasso di ignoranza della quale vanno orgogliosi. Certo errori ne sono stati fatti molti. La gestione dell’immigrazione in Italia ha fatto acqua da tutti i pori. Ma si dedicasse a questo il governo. Invece pensa alla guerra ai migranti, come se fossero i nuovi barbari al confine. Credo che sarà molto dura avere la meglio. L’Italia corre il rischio di scivolare nell’isolamento e nella vergogna.

L’opposizione non esiste. Il Pd oggi significa solo Partito diviso. Annuncia un congresso non convocato, l’esigenza di un nuovo gruppo dirigente confermando il vecchio, mentre chi propone nuove soluzioni (Calenda, Cacciari, Veltroni) o non è iscritto o non fa parte del suo gruppo dirigente. Renzi si dedica all’arte della sua Firenze, mentre una sua parte occhieggia ai Cinque stelle, come Forza Italia occhieggia alla Lega. Entrambi finiscono così per non fare opposizione all’intero governo che se ne giova. Occorrerebbe un nuovo soggetto politico, con un nuovo gruppo dirigente, con un programma di resistenza liberale alle incursioni antidemocratiche e anticostituzionali dell’intero governo e di sviluppo degli investimenti, e non della spesa corrente, come il governo si accinge a sancire col nuovo Dpef.

Reggio Emilia tace. Oddio, l’idea che anche a Reggio si possano creare le condizioni per un ricambio politico non é scandalosa. Il ricambio é parte della democrazia. Ma non vedo reazioni. Tutto avviene nel mutismo o forse nella rassegnazione di consegnare ai leghisti o ai grillini Sala del tricolore. Non ci sono idee, proposte, iniziative che mettano in chiaro la cultura che leghisti e pentastellati interpretano. Puntando a costruire un largo schieramento riformista, liberale, democratico. Un tempo a Reggio la reazione alla vicenda della nave Diciotti sarebbe scattata immediatamente. Adesso s’è udito un silenzio rivelatore. In altre città si sono svolte manifestazioni, si sono sviluppate iniziative. Perfino in altre drammatiche circostanze, il nostro centro Prampolini (penso al dopo Charly Ebdo e alla crisi della cooperazione) é arrivato prima. Una sterzata é giusta. E’ opportuna. Sveglia.

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